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martedì, 21 Aprile 2026

E' stato un Natale sobrio e low cost: pranzo a casa e regali utili

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La crisi, i nuovi stili di vita e il bisogno di risparmiare hanno caratterizzato le spese del Natale 2013. Una festa casalinga con pochi fronzoli. Pochi festoni e luminarie alle porte.
Nei regali gli italiani hanno privilegiato il dono utile. In particolare vestiario, sciarpe, maglie e giocattoli. Insomma l’abbigliamento è il settore che ha maggiormente tenuto. Si è salvata anche la telefonia ma senza brillare particolarmente. Un quadro sobrio senza esagerazioni con budget limitati. Negli altri settori si è confermato anche un Natale un tracollo nelle vendite, che allarma gli osservatori ai consumi, in linea con i dati pubblicati rguardanti i primi11 mesi di vendite nel 2013. Cali dal 6 all’8% e in quasi tutti i settori: una colonnina di mercurio che cola a picco come se si leggessero le temperature di Oslo e Mosca di questi tempi.
In questo periodo sono andate male le vendite negli esercizi al dettaglio che non hanno potuto far fronte alle offerte della media e grande distribuzione. Chi dice che “si spende meno perchè sono in arrivo i saldi” deve però ricordare il flop dell’anno scorso. Qui in Italia sono rare le scene che si verificano nei grandi magazzini di Londra e New York dove la gente corre e si picchia pure per accapparrarsi un telefonino o una scatola di aringhe nel periodo dei saldi.
Di contro sono andate bene le spese gastronomiche legate al forte ritorno del pranzo casalingo in famiglia anche tra i più giovani. Sempre meno persone hanno scelto il ristorante preferendo ritrovarsi con parenti e amici a casa come si usava un tempo mangiando cose sane preparate da nonne o abili zii che si sfidano in ricette tradizionali.
Insomma si è speso, senza esagerare, per un pranzo semplice e gustoso senza eccessi se non per la quantità.
Non si è rinunciato al regalo, seppur con parsimonia, facendo prevalere oggetti utili. Abbigliamento, giocattoli e telefonini, come detto, ma senza esagerazioni sono le scelte prevalenti.
Si è risparmiato anche sulla pasticceria. Molte famiglie hanno preparato i piatti in casa spendendo solo per panettoni e prodotti a basso prezzo.
Insomma si è mantenuto il gusto del regalo ma con budget molto contenuti. Mai, comunque, è stato cosi alto il numero dei nuclei familiari che non hanno fatto regali: circa un quinto.
Ma ci sono anche delle note positive: la crisi ha fatto si che l’impatto ecologico sia migliorato. Meno rifiuti e meno imballaggi che assediano i cassonetti. Di sicuro è prevalso il bisogno di ritrovarsi di condividere in casa una giornata di calma e affetti. Molti hanno riscoperto i giochi tradizionali (tombola, carte, monopoli) anche tra le famiglie allargate più giovani mentre piovevano auguri tramite Facebook.
Certo la crisi pesa ma è positivo che aumenti la consapevolezza dei veri valori che comportano scelte responsabili, evitando sprechi e spese inutili. Gli esperti hanno fatto entrare questi nuovi approcci in una dimensione definita “ecologia della mente”. Un regalo giusto ed etico rientra in questa dimensione che si spera continui a espandersi su tutto il pianeta.
Solo un futuro responsabile a basso impatto ambientale è ammissibile in un pianeta che ormai consuma più di quanto la terra produce. Non possiamo più permettercelo.
Concludiamo con un dato del Codacons: in sei anni i consumi legati al perido festivo di fine anno si sono ridotti del 42,7%. In questa corsa del gambero per i consumi nazionali il Piemonte è tra le regioni del centro nord che registra i dati peggiori – 9.17% dopo il Friuli Venezia Giulia (- 9.57%), secondo l’osservatorio Acquisti Cartasì.
Moreno D’Angelo

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