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venerdì, 19 Luglio 2024

È morto Andrea Camilleri, che non era solo il papà del commissario Montalbano. Grazie maestro per tutto quello che ci ha regalato

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Lo scrittore Andrea Camilleri è morto, a 93 anni, questa mattina. “La ASL Roma 1 comunica con profondo cordoglio che alle ore 08.20 del 17 luglio 2019 presso l’Ospedale Santo Spirito è deceduto lo scrittore Andrea Camilleri. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali“. Lo rende noto un comunicato che spiega inoltre che “per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio“.

Lo scrittore era stato ricoverato il 17 giugno, un mese fa, all’ospedale Santo Spirito per arresto cardio-respiratorio. Le sue condizioni sono sempre state critiche. Nei vari bollettini medici di queste settimane era spiegato che il paziente si trovava “presso il centro di Rianimazione con supporto respiratorio meccanico e farmacologico al circolo” e una “sedazione farmacologica di protezione”.

Camilleri era per tutti il padre del commissario Montalbano. Lo scrittore siciliano, nato a Porto Empedocle nel 1925, è stato uno dei protagonisti della cultura italiana. Regista teatrale, sceneggiatore, scrittore di successo.

I suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono stati tradotti in ben 120 lingue. La grande notorietà arriva tra il 1992 e il 1994 con la pubblicazione de “La forma dell’acqua”, primo romanzo dedicato a Montalbano. Da lì in poi un crescendo inarrestabile di vendite e successi, che lo porta a scrivere più di trenta libri sulla saga (alcuni, compresa la fine di Montalbano, sono inediti), ma in totale sono oltre cento le opere dello scrittore siciliano.

In ognuno di essi Camilleri ha saputo infondere lo spirito e i colori della sua Sicilia, prendendo spunto sia dall’attualità, sia da fatti realmente accaduti del passato.

Andrea Camilleri è il creatore di Vigàta, un immaginario comune siciliano in cui sono ambientate le indagini del commissario Salvo Montalbano e altri romanzi storici dello stesso scrittore, nell’altrettanto immaginaria provincia di Montelusa.

Vigàta corrisponde nella realtà proprio a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Nel 2003 l’amministrazione comunale di Porto Empedocle per onorare il suo illustre cittadino e la fama derivatagli dal successo letterario, con il benestare dello scrittore, ha deciso di aggiungere al proprio nome ufficiale anche quello della città immaginaria, nei soli cartelli turistici: Porto Empedocle Vigata.

La decisione è stata poi revocata dall’amministrazione comunale nel 2009. Nella serie televisiva, Vigàta non corrisponde invece a una località precisa, ma a più zone della Sicilia sud-orientale, la maggior parte delle quali in provincia di Ragusa. Il commissariato è, infatti, collocato nel municipio di Scicli, mentre l’abitazione di Montalbano è nella contrada Punta Secca, frazione balneare di Santa Croce Camerina e, la mannara, luogo dove il commissario indaga su alcuni fatti di sangue, è in realtà la Fornace Penna.

Tornato alla sua carriera Camilleri nel 1949 entra nell’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma e realizza diverse opere, ispirandosi a Pirandello. Sono gli anni in cui conosce la moglie Rosetta, dalla quale avrà tre figlie. “Rosetta è stata la spina dorsale della mia esistenza” ha dichiarato più volte Camilleri. Nel 1957 il debutto in Rai, mentre negli anni Settanta ottiene il ruolo di insegnante di regia all’Accademia di Arte drammatica. La passione per la scrittura, però, lo porta a pubblicare, nel 1987, “Il corso delle cose”, con cui ottiene un discreto riscontro di pubblico. Poi arriverà il vero e grande successo con il commissario Montalbano. Nelle ultime interviste Camilleri ha dichiarato: “Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte”. A Roma stava preparando uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”. In un certo senso è andata proprio così.

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