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venerdì, 12 Luglio 2024

Doppia smentita per Rolando in 24 ore: Movimento 5 Stelle in confusione totale sui conti della Città

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di Andrea Doi

Per l’ennesima volta le dichiarazioni dell’Assessore al Bilancio di Torino Sergio Rolando non reggono alla verifica dei fatti.

Le risorse da riduzione del capitale di Fct finiranno in spesa e non a ridurre il debito

Ieri mattina durante la Commissione Consiliare l’assessore Rolando, in sostituzione della sindaca Chiara Appendino, ha annunciato il prelievo di 20 milioni di euro attraverso una riduzione del capitale sociale della holding Fct, la cassaforte del Comune che custodisce le azioni delle principali società partecipate dal Comune di Torino, da Amiat a Sagat, da Iren a Gtt. A commento dell’operazione Rolando ha dichiarato: «L’operazione – ha chiarito ieri in commissione Bilancio l’assessore Sergio Rolando – consentirà alla città di sfruttare un’opportunità importante: la liquidazione di 13,7 milioni che andranno a incidere sulla cassa e per i quali è previsto un utilizzo vincolato, ad esempio per il pagamento dei debiti».

Non è così. Non solo quelle risorse sono già da tempo previste nel bilancio 2017, non solo non è vero che ridurranno il debito (sono conteggiati nel pareggio di parte capitale), ma verranno utilizzate in spesa e sono classificate come entrate una tantum e non ricorrenti. Verranno, dunque,impiegate per finanziare investimenti e cultura in conto capitale.

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Utilizzare in parte risorse una tantum e non ricorrenti per finanziare entrate ricorrenti è una pratica fortemente sconsigliata dalla Corte dei Conti. La magistratura contabile, che ha appena criticato la Giunta Fassino per aver raggiunto il pareggio anche attraverso le sanzioni da codice della strada, si troverà presto a dover valutare il primo bilancio di Appendino che poggia pericolosamente su entrate non ripetitive: 42 milioni di oneri di urbanizzazione, 108 milioni di sanzioni da codice della strada (12 in più di quelle iscritte da Fassino) e i 13,6 milioni provenienti dalla riduzione di capitale di Fct. oltre 25 milioni di recupero evasione tributaria. Sono quasi 200 milioni di entrate un tantum quelle che la Appendino ha utilizzato per quadrare il bilancio 2017 e che avrebbe detto comunque di non voler tagliare davanti ai giudici contabili in udienza martedì 6 giugno

Fantadebiti fuori bilancio: la Corte dei Conti smentisce l’assessore che cambia versione

«Contrariamente a quanto affermato dall’Ente l’atto di deferimento non ha proceduto in alcun modo a qualificare la tipologia di debito».
Con questa frase perentoria la Corte dei Conti ha chiuso definitivamente la querelle attorno ai cosiddetti debiti fuori bilancio, alimentata strumentalmente dal Movimento 5 Stelle in tutti questi mesi.
Eppure a commento della pronuncia l’assessore al bilancio ha dichiarato: «La Corte dei Conti (…) riconosce la fondatezza delle osservazioni dell’attuale giunta relative ai rapporti a tra Gtt e Infrato».

Delle due l’una: o quello dell’assessore è un tentativo maldestro di scaricare la responsabilità sui Revisori dei Conti, oppure l’assessore al bilancio non ha ancora compreso che la Corte non ritiene percorribile la strada impostata dalla Giunta attraverso gli emendamenti al bilancio preventivo che intendono superare le passività con Ream e Gtt attraverso mutui e non attraverso rinegoziazione.
Alla fine, la Corte dei Conti dà pienamente ragione all’Audit interno: fortemente voluto dalla giunta quale clava contro i predecessori, poi frettolosamente scaricato quando l’esito virava contro i suo stessi creatori, Rolando e Appendino. E ora la Corte dei Conti mette la parola fine al continuo cambiamento di “versione” della Giunta pentastellata.
La speranza, per i torinesi, è che la Giunta riesca a trovare la lucidità e la visione che in questo primo anno di attività è certamente mancata.

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