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mercoledì, 17 Luglio 2024

Dopo la denuncia della coppia gay interviene Giusta: “Amministrazione pronta a dare sostegno”

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di Bernardo Basilici Menini

La brutta vicenda della coppia gay che si è vista rifiutare l’affitto di un appartamento “riservato” alle famiglie ha fatto scalpore e la città si è schierata in difesa di Simone e Michele, contro quell’atto di omofobia che secondo molti macchierebbe la vera anima della città.

Sulla vicenda adesso interviene anche l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino, Marco Giusta: «Il caso dei due ragazzi discriminati a cui è stato negato l’appartamento in affitto evidenzia ahimè, ancora una volta, il persistere di pregiudizi e di omofobia a Torino».

Giusta, che già in passato si era schierato nettamente a difesa di chi era stato discriminato in situazioni simili, annuncia che la Città non lascerà sola la coppia: «L’Amministrazione Comunale riconosce nella coppia di Simone e Michele una famiglia con lo stesso valore e la stessa importanza di tutte le altre così come già evidenziato nel momento in cui la Città ha modificato la delega da famiglia a famiglie. Come già ho avuto modo di dire a Simone, che ho sentito per comunicargli la mia solidarietà, per noi tutte le famiglie godono degli stessi diritti e qualunque forma di discriminazione esse possano soffrire troveranno alleata, e pronta a schierarsi in loro difesa, l’Amministrazione Civica».

Anche Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, spende parole ferme: «Rimango allibita che nel 2017 ci siano ancora persone con una mentalità così arretrata e discriminatoria. Non concedere l’affitto a una coppia di ragazzi solo perché sono omosessuali a pochi mesi di distanza dall’approvazione della legge sulle Unioni Civili è a dir poco vergognoso. Non voglio neppure immaginare quali sorta di preoccupazioni possa aver avuto il proprietario dell’appartamento».

La lotta alle discriminazioni, dice Cerutti, è ancora nel vivo e «gli strumenti ci sono e devono essere utilizzati perché quella che stiamo portando avanti è una battaglia anche culturale. La discriminazione che ha subito questa famiglia torinese è frutto dell’arretratezza culturale che avvolge ancora e purtroppo alcuni frangenti della nostra società. Porterò la mia solidarietà e vicinanza a questi giovani perché è giusto che la Regione ci metta la faccia e lanci un segnale a tutti i piemontesi».

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