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venerdì, 19 Luglio 2024

Diritto alla mensa scolastica: il no al voucher una ritorsione non a Grimaldi, ma ai bambini

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Purtroppo questa mi sembra solamente una forma di ritorsione: peccato che per colpire me si sia deciso di colpire il diritto a una sana e buona alimentazione, che invece deve essere parte del diritto allo studio anche per il suo valore educativo” – così il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commenta la bocciatura in Aula, con parere negativo della Giunta Cirio, della sua proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28 (Norme sull’istruzione, il diritto allo studio)” per inserire la mensa fra le spese coperte dal voucher. Il rapporto di ricerca “Diritto allo studio e libera scelta educativa in Piemonte: quale attuazione?” di IRES Piemonte e curato dall’Osservatorio regionale per il diritto allo studio universitario alla fine lo scorso anno mostra chiaramente quanto questa lacuna andasse colmata. Dai dati emerge che il 13% circa dei richiedenti-assegnatari del voucher non lo ha speso.

“Nei mesi scorsi la Giunta aveva dato parere positivo a questa proposta e addirittura votato un ordine del giorno in merito collegato al bilancio” – prosegue Grimaldi. – “Oggi invece l’Assessora ha comunicato un parere negativo, perché sarebbe difficile pagare le mense con il voucher dovendo trovare un accordo con i Comuni. Argomenti pretestuosi e ipocriti. Come mai questo improvviso cambiamento? I materiali di consumo e il costo della mensa sono le spese più grosse per le famiglie piemontesi, ma entrambe ancora non possono essere pagate col voucher; senza la mensa, in alcuni casi ci sono bambini che non mangiano la carne due volte a settimana e non sanno cosa sia il pesce. Ecco chi si è scelto di colpire rifiutandosi di modificare la legge”.

“Avremmo voluto” – conclude Grimaldi – “che fosse anche l’occasione per una riflessione sui centri estivi, sulla ripresa dei servizi educativi dopo il lockdown e sul tema dell’indigenza alimentare e delle migliaia di famiglie che stanno chiedendo aiuto per l’acquisto del cibo. Occasione che la maggioranza ha deciso, per l’ennesima volta, di perdere per un’inutile ripicca verso chi sta semplicemente svolgendo il suo ruolo di consigliere di opposizione”.

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