Clown, cantastorie, barzellettiere, cantante, musicista. Da oltre dieci anni Sergio Lucisano, medico chirurgo delle Molinette, è protagonista di un progetto che da dieci anni porta il sorriso nelle case di riposo piemontesi, realizzando circa 200 spettacoli, ora in ripresa dopo la lunga pausa Covid.
Il medico, nato ad Ivrea e cresciuto a Pinerolo, lavora alle Molinette dal 1978 come otorinolaringoiatra, ci racconta i dettagli dell’esperienza ludico solidale da lui promossa:
“Tutto è nato alle Molinette nel Natale 2009, quando i verticidell’Ospedale ebbero l’idea di organizzare la tradizionale festa di Natale senza coinvolgere professionisti dello spettacolo, attingendo invece alle incredibili risorse presenti nel personale che contava circa diecimila persone tra medici, paramedici,impiegati e altre migliaia di addetti in diverse mansioni operativo. Numeri ampiamente cresciuti con la Città della Salute”.
Il gruppo di cantanti, musicisti, cabarettisti coinvolti si è ritrovato sotto la sigla Ago (Artisti Grandi Ospedali) e, dopo il successo della festa natalizia, ha pensato di proporsi anche nelle case di riposo di Torino e dintorni.
“Questo impegno artistico e solidale, che mi regala sempre grandi emozioni, è diventato una costante realizzando ben 200 spettacoli in dieci anni. Ovvero con una media di due al mese, arrivando anche nelle province di Cuneo e Asti. Ora, dopo il lungo fermo a causa del Covid, ci stiamo rimettendo in moto”. E’ il pensiero del poliedrico medico, in un contesto in cui tutte le spese per le trasferte sono a carico dei promotori. Insomma tutta passione e volontariatoper una realtà ormai consolidata che ha coinvolto decine di case di riposo e oltre un migliaio di ospiti.
Sergio Lucisano, figlio di un funzionario dell’agenzia delle entrate e di un insegnante di matematica, (tre fratelli e due sorelle), ha sempre coltivato fin da giovanissimo passioni sportive e musicali (pianoforte, sax, violino insieme alla corsa e ai roller).
La sua grande amore per il sassofono ha il suo incipit in uno spettacolo di solidarietà offerto da quattro straordinari musicisti per i malati in cura al COES (Centro Oncologico Ematologico Subalpino). Un concerto che lo colpì profondamente, dopo un turno di notte.
“Quel momento – spiega Lucisano – mi diede una spinta per attivarmi nel creare qualcosa che potesse dare sollievo non solo ai malati degli ospedali ma anche agli anziani delle case di riposo”. Questo rilevando un aneddoto personale che vede il successo dell’iniziativa legato ad un suo vecchio sogno nel cassetto: suonare in pubblico quella “Patetica” di Beethoven che, ai tempi del conservatorio, non gli era mai stato possibile eseguire.
“Quando finalmente riuscì a proporre al pianoforte Beethoven nel teatro delle Molinette, prese forza l’idea di dar corso a spettacoli di musica e divertenti sketch per gli ospiti delle case di riposo. L’iniziativa raccolse subito consensi tra cabarettisti, cantanti, musicisti, comici dilettanti che lavorano ogni giorno tra le lunghe corsie delle Molinette”. Tra questi sono ben 52 cantanti che si sono esibiti in questi dieci anni di incontri con le case di riposo.
Insomma un’idea nata quasi per gioco, è diventata un impegno che si ripropone da dieci anni e che vede il chirurgo sassofonista punto organizzativo a cui si sono affiancati tanti colleghi che lavorano alla Città della Salute.
“Lo spettacolo che portiamo nelle case di riposo – precisa il medico intrattenitore – è molto semplice e coinvolgente. Non si tratta certo di un concerto ma momenti di intrattenimento con storie, aneddoti anche dialettali, barzellette e canzoni attraverso i quali si interagisce e si coinvolgono gli anziani”, – e aggiunge:
“La musica, specie quella anni 60, va molto in questi contesti, ma se non fosse legata a qualche racconto buffo, al ricorso alle maschere, all’uso dei dialetti, o al travestimento con il look del cantate interpretato che origina molta ilarità, non sarebbe la stessa cosa”. Questo ricordando l’episodio in cui una vecchietta su una carrozzina, a cui si rivolgeva con pathos cantando “malafemmina”, si commosse e lo abbracciò.
“Mi colpisce quel senso di sorpresa che riscontro negli occhi degli ospiti di queste realtà, ed è un grande piacere continuare con questi incontri con gli anziani. Non importa quale sia lo strumento o il palinsesto, quello che conta è regalare un momento di allegria e di calore umano”.
Tra i tanti colleghi che hanno accompagnato il dottor Sergio Lucisano in questa mission, pronta a rimettersi in moto,vengono ricordati: il musicista Antonio Ruberto (medico generalista), Pino Madonna (chitarrista), Felice Vaccarino (sassofonista)e i cantanti Roberto Porto e Marina Alessio.





