17.1 C
Torino
lunedì, 20 Aprile 2026

Coronavirus, lavoratori Amazon scioperano. Cgil: “Prima la salute”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Le lavoratrici e i lavoratori di Amazon si mobilitano per la loro salute poiche’ la multinazionale dell’e-commerce continua a non garantire le giuste tutele. L’impresa antepone la produttività e il profitto alla salvaguardia della sicurezza personale dei dipendenti».

La segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti annuncia lo stato di agitazione negli stabilimenti di Passo Corese (Roma) e Torrazza Piemontese (Torino) dove è stato riscontrato un caso di positività al Coronavirus, e lo sciopero in quello di Castel San Giovanni, Piacenza.

«Sono ancora tante, troppe le carenze di Amazon – denuncia Scacchetti – dal mancato rispetto del distanziamento sociale minimo, previsto dalle disposizioni del Ministero della Salute, all’assenza di regole per evitare gli assembramenti in ingresso e in uscita, all’indisponibilità ad offrire strumenti di protezione, mascherine e guanti usa e getta. Infine – aggiunge – l’azienda non e’ minimamente disponibile a rimodulare i turni di lavoro nei reparti».

«Forti del Protocollo firmato con Governo e Confindustria – dichiara la dirigente sindacale – ad Amazon abbiamo chiesto assieme a Cisl e Uil di confrontarci per valutare quali attività siano realmente a rischio e quali possano essere temporaneamente sospese, ma abbiamo riscontrato un atteggiamento di totale chiusura che pare ignorare il dramma collettivo».

«Il protocollo non è un ostacolo da aggirare, ma uno strumento che le aziende devono utilizzare per coniugare la tutela della salute dei propri dipendenti con la necessita’, laddove sussistano le condizioni, di dare continuità al servizio. Per questo – afferma Scacchetti – chiediamo ad Amazon di aprire subito un confronto serio in tutti i siti, coinvolgendo le imprese che tramite i loro driver garantiscono le consegne, e di dare priorità al trasporto di merci di prima necessità, generi alimentari, approvvigionamenti sanitari e farmacologici. Nessun ordine spedito nei tempi vale il rischio di un contagio per chi deve provvedere ad evaderlo e consegnarlo».

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano