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lunedì, 15 Luglio 2024

Concerto del Primo Maggio, Afterhours: “Roma solo show televisivo, noi a Taranto contro l'Ilva”

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Quest’anno a Taranto sarà un Primo Maggio diverso. La giornata dedicata a tutti i lavoratori ha ormai un sapore amaro. E nella città “rossa” questo lo si sa molto bene: la città, e non la sola, in cui il diritto al lavoro deve contendere con il diritto dell’uomo a vivere in un ambiente sano e pulito. Il Comitato dei lavoratori e cittadini liberi e pensanti, che il 2 agosto 2012 protestò per la prima volta contro l’Ilva, ha deciso di manifestare quest’anno invitando tutti a pensare e individuare soluzioni alternative all’attuale modello di sviluppo economico. Lo fa organizzando un concerto a cui parteciperanno alcuni grandi nomi della scena musicale italiana: tra i tanti, Caparezza, Paola Turci, gli Afterhours, Vinicio Capossela e la banda della posta, i Tre allegri ragazzi morti, i Nobraino, i Sud Sound System e gli Après La Classe. Saranno loro a prendere parte a un giornata dal forte valore simbolico per i cittadini di Taranto e per l’Italia intera. Un modo per mostrare il lato bello di Taranto, la sua capacità di creare unione e solidarietà intorno a tematiche importanti. Sarà un’occasione per parlare di Taranto non solo per le vicende in cui è coinvolta ma perché ha avuto la capacità di raccogliere attorno a sé gruppi di persone motivate nel lottare contro il ricatto “lavoro o salute”, a cui i tarantini sono obbligati a rispondere da anni.
A Rodrigo d’Erasmo, violinista degli Afterhours, abbiamo rivolto alcune domande circa la partecipazione del gruppo al concerto.
Cosa significa per gli Afterhours partecipare al concerto di Taranto?
«Questo è il secondo anno che siamo invitati al concerto del primo maggio di Taranto, ma l’anno scorso non potemmo esserci. Quest’anno invece ci saremo e ne siamo felici, perché sarà qualcosa in più del partecipare semplicemente ad un evento musicale. Significa essere mossi dallo spirito del “far qualcosa”. Siamo felici, inoltre, di aggiungere Taranto al nostro tour, una città che poche volte viene presa come tappa musicale».
È un modo per partecipare attivamente alla lotta che vede coinvolti i cittadini di Taranto?
«Sì, siamo spinti, infatti, dalla volontà di collaborare con chi manifesta in una città vessata dal problema della disoccupazione e della mancanza di tutela della salute dei cittadini. È fondamentale per noi, in questa occasione, contribuire nell’imporre una graduatoria di diritti. Una graduatoria in cui al primo posto va il diritto alla vita e alla salute. È un piacere per noi rivendicare e appoggiare una città che ha davvero bisogno di una rinascita».
Quanto gli Afterhours sono sensibili alle questioni ambientali? Nel settore musicale, in generale, è presente un’attenzione particolare al tema?
«Il concerto di Taranto è un’occasione anche per noi per avvicinarci ad una tematica che coinvolge tutti, ma che spesso si tende a sottovalutare. Per noi è importante essere presenti in un luogo in cui, al di là dell’Ilva, le problematiche sono numerose. Nella scena musicale sono presenti artisti molto attenti alla sostenibilità delle loro perfomance, un caso fra molti, quello di Thom Yorke, cantante dei Radiohead, che per i suoi concerti adotta norme per il risparmio energetico dell’impianto luci e pone attenzione alla modalità dei trasporti in modo tale da ridurre le emissioni».
“Futuro…Ma quale futuro?”: questa l’aspra questione che accompagnerà il concerto “di lotta” della provincia pugliese. Un invito a reinventare e ricreare la bellezza di Taranto, pretendendo che la salute, il lavoro, la cultura e l’ambiente vengano considerati, allo stesso modo, i quattro diritti inalienabili per una vita dignitosa.

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