Il “Comitato vittime Rsa” – promosso dalla Fondazione promozione sociale – sarà in piazza Castello piazza Castello a Torino, Giovedì 18 giugno 2020 alle ore 18 sotto la sede della Regione Piemonte per non dimenticare e per chiedere il diritto alle cure sanitarie per tutti i malati non autosufficienti durante pandemia da Covid-19, come annunciato dalla presidente Maria Grazia Breda.
“Ricordiamo che in Piemonte continuano ad essere 30mila i malati non autosufficienti esclusi dalla presa in carico a casa o in Rsa, persone cui viene negato il diritto fondamentale di essere curati dal Servizio sanitario nazionale – dicono dal comitato – Alla Giunta regionale del Piemonte guidata dal Presidente Alberto Cirio chiedono di:
1) Non dimenticare i malati non autosufficienti morti nelle Rsa lontani dalle proprie famiglie e portare in piazza gli oltre 50 esposti che sono stati inviati alla Procura di Torino e ai Nas sui fatti accaduti in questi mesi di pandemia nelle strutture;
2) Far aprire le visite dei famigliari dei malati degenti in Rsa, isolati da oltre 3 mesi: con tutte le misure di sicurezza del caso, è possibile riaprire subito. Quanto ci vuole ancora perché Regione e singoli gestori attrezzino le visite?
3) Sollecitare la Regione Piemonte e le Asl a coprire le quote sanitarie per i pazienti in via di inserimento nei 4.000 posti (su 29mila) lasciati vuoti dai deceduti in Rsa nel periodo della pandemia Covid-191. Si tratta di rendere subito disponibili 36 milioni di euro fino a fine anno affinché le Asl coprano le quote sanitarie dei nuovi inserimenti in Rsa2.
4) Promuovere una riforma radicale delle Rsa, strutture che sono e devono far parte a tutti gli effetti del Servizio sanitario nazionale per rispondere alle esigenze sanitarie dei degenti non autosufficienti (anche non affetti da Coronavirus). È indispensabile una presenza medica sulle 24 ore (oggi assente) per garantire una presa in carico dei malati adeguata alle loro esigenze, anche in previsione di una seconda ondata della pandemia. La presenza medica dovrebbe comprendere un’equipe di clinici, di varie specialità, sotto il coordinamento professionale del direttore sanitario della struttura. La compartecipazione alla retta dell’utente deve diventare un ticket sanitario, rivedendo le attuali ripartizioni di spesa tra Asl e utente.
5) Promuovere il riconoscimento concreto ed immediato delle prestazioni sanitarie domiciliari per i malati non autosufficienti, compreso un assegno di cura di titolarità delle Asl – quindi erogato senza vincoli di reddito del beneficiario – per la copertura delle spese vive sostenute per la cura quotidiana del malato non autosufficiente dai famigliari direttamente o per l’assunzione di terzi (badante, assistente famigliare).
Tale assegno è previsto dalla legge 10/2010 della Regione Piemonte ed è aggiuntivo e non sostitutivo delle prestazioni sanitarie dell’Assistenza domiciliare integrata – Adi (visita e supervisione del Medico di medicina generale, intervento di infermieri, medici specialisti,…). L’importo di tale assegno deve essere di almeno 1000 euro al mese, ovvero il 70% circa della retta sanitaria in Rsa, che è di 1.500 euro al mese circa. Le cure domiciliari sono la risposta più richiesta da malati e famiglie e sono le prestazioni più convenienti per il Servizio sanitario stesso.
L’iniziativa sarà aperta da un minuto di silenzio per tutte le vittime in Rsa in questi mesi di pandemia Covid-193. É stato richiesto l’incontro di una delegazione dei rappresentanti del Comitato con il Presidente della Giunta della Regione Piemonte, Alberto Cirio.





