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mercoledì, 22 Maggio 2024

Ciclone in Sardegna, aperti due fascicoli per disastro colposo

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Mentre continua l’usale show delle diverse fazioni politiche, impegnate a scagliare e ricevere accuse circa eventuali responsabilità per la tragedia abbattutasi sulla Sardegna, le procure della repubblica di Nuoro e di Tempio Pausania hanno aperto oggi due inchieste per disastro colposo. Nessun nome è ancora stato iscritto nel registro degli indagati.
Ad ora, le inchieste si trovano ancora alle prime battute e spaziano dalle cause che hanno portato alla morte delle sedici vittime per ora accertate, ai danni ambientali. In particolare la procura di Tempio Pausania ha aperto tre fascicoli relativi alle morti di Porto, di Arzachena e di Olbia. La magistratura inquirente di Nuoro, invece, sta lavorando per accertare eventuali responsabilità nel crollo del ponte che ha provocato la morte del poliziotto 44enne Luca Tanzi, che al momento della tragedia stava facendo da apripista con la sua macchina a un’ambulanza.
Le procure hanno richiesto in mattinata alle amministrazioni maggiormente colpite dal ciclone abbattutosi sulla Sardegna il 19 novembre scorso, i progetti, le delibere e tutto quanto possa permettere di far chiarezza sulla realizzazione e sullo stato di opere stradali, edifici, strutture e pianificazioni urbanistiche degli ultimi anni.
Nel frattempo procedono senza sosta le polemiche sul continente. Dopo il botta e risposta di ieri tra il ministro dell’ambiente, Andrea Orlando, e il capo della protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, continuano infatti le discussioni circa eventuali ritardi e malfunzionamenti dei procedimenti di allerta.
Secondo quanto affermato ieri da Gabrielli, la protezione civile avrebbe allertato i comuni ad alto rischio ben 12 ore prima che Cleopatra scaricasse la sua forza distruttiva sull’isola. «Il sistema di allertamento nazionale – aveva spiegato ieri Gabrielli – fa riferimento allo schema costituzionale: lo Stato dà le direttive, le Regioni le norme di dettaglio» trasmettendole ai comuni.
Ma i sindaci dei paesi più colpiti sottolineano che l’allarme sarebbe stato dato domenica pomeriggio, quando gli uffici comunali si trovavano chiusi; solo in serata i primi cittadini sardi avrebbero ricevuto un messaggio di allerta sul proprio cellulare.
«Sono stata avvisata con il classico messaggio di criticità elevata che riceviamo venti volte l’anno – spiega ad esempio Antonella Dalù, sindaco di Torpè – in passato abbiamo fatto evacuazioni per lo stesso grado di allerta e non è successo nulla. Come potevamo sapere che questa volta sarebbe stato diverso».
La direzione nazionale della protezione civile, intanto, ha diramato un altro avviso di allerta per la nuova ondata di maltempo prevista sulla Sardegna per questa sera. C’è preoccupazione per gli impianti di depurazione dell’acqua dell’isola, dopo che ieri sera Abbanoa, gestore unico del servizio idrico sardo, ha fatto sapere che l’acqua aveva messo fuori uso 20 depuratori e sei potabilizzatori. Il pericolo principale riguarderebbe lo sversamento di liquami a causa dei danni provocati alle strutture di trattamento.
Alessandra Del Zotto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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