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giovedì, 28 Ottobre 2021

Chat in cui inneggiano Hitler e alla pulizia etnica e materiale pedopornografico nei computer: perquisizioni nell’estrema destra torinese

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Il Reich di Adolf Hitler, fece ciò che andava fatto, a mio parere nel modo più idoneo”; “non sono manco adatti a farne sapone, perché si sa il nero non pulisce un cazzo … andrebbero fucilati, e il loro paese raso al suolo”.

Sono alcuni dei messaggi che si scambiavano nelle chat in cui si inneggiava al regime nazista e fascista e contro gli immigrati e le minoranze etniche ritrovate sui dispositivi elettronici di quattro torinesi indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. 

Nei loro confronti la Digos di Torino ha eseguito nella giornata di ieri delle perquisizioni durante le quali sono stati sequestrati oltre a materiale elettronico, indumenti, adesivi e manifesti con simbologie nazi-fascista. Nelle loro abitazioni sono stati trovati anche una carabina ad aria compressa e un machete. Mentre sul computer di uno è stato rinvenuto anche materiale pedopornografico.

L’operazione rientra nell’ambito dell’inchiesta della procura di Torino, coordinata dal pm Elisa Pazè, che già nell’inverno 2020 aveva portato a individuare altri due militanti dell’estrema destra che avevano postato sui loro profili Facebook contenuti nazisti, fascisti e antisemiti. Da qui la scoperta di chat su Telegram e Whatsapp in cui ci si scambiava materiali e commenti dal sapore nazifascista e antisemita, e di odio verso gli immigrati e partiti e movimenti di opposta ideologia. 

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