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giovedì, 30 Maggio 2024

Bidelli e bambini insieme per una scuola pubblica e sicura

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Vogliamo una scuola pulita e sicura». Con questo slogan sono scesi nuovamente in piazza i lavoratori delle cooperative di tipo b che si occupano di sicurezza e pulizia nelle scuole. Con loro davanti al Comune anche i bambini accompagnati dei genitori.
Una protesta che va avanti da giorni: nonostante il maltempo i bidelli si sono incatenati davanti aal Palazzo di Città, hanno dormito in tende. Poi venerdì hanno ottenuto la proroga di un mese del contratto. Ma non hanno voglia di festeggiare. Non ancora. «Abbiamo vinto una battaglia, ma adesso vogliamo risposte sicure», dice Giusy Condello della cooperativa Quadrifoglio.
Un futuro in bilico, a rischio, solo a Torino, cinquecento posti: «Sola proroga dobbiamo dire che non è arrivato nulla di scritto», dice Ester Meneghini, 54 anni, di un’altra cooperativa, Ergonauti.
«Non sappiamo che fine faremo», evidenzia preoccupato Luca Garzarelli, 51 anni.

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La vicenda finisce in Commissione Cultura alla presenza del senatore del Partito Democratico Stefano Esposito e del deputato, sempre Pd, Umberto D’Ottavio, per decidere del futuro di questi lavoratori. Intanto nel mirino dei manifestanti finisce Marco Ugo Filisetti, cognato dell’ex ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, direttore della politica finanziaria e del bilancio per il Miur, accusato da chi protesta di aver interpretato il decreto del Consiglio dei Ministri, e già responsabile dei precedenti tagli. «Dopo l’incatenamento però Filisetti ha dato i soldi al Cns (Consorzio nazionale dei servizi ndr) e non alle cooperative in essere. Ma la nostra protesta non finisce qui», denuncia Cristina Palma degli Ergonauti.
Poche le certezze sul futuro dei lavoratori delle cooperative. L’unica sembra interessare l’orario «che sarà ridotto: ciò significa meno salari, meno servizi per le scuole, più responsabilità per gli insegnanti», spiegano i manifestanti.
In ogni caso qualsiasi cambiamento nell’affidamento degli appalti sarà discusso davanti all’assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto, che ha convocato le cooperative per domani.
«Trovate i soldi per il Tav, ma non per gli operatori della scuola», recita un cartello appeso al collo di un bambino.
Come dargli torto: all’istituto Parato di corso Sicilia ha subito un taglio del 70%.
Tutto il personale che si occupa di pulizia e sicurezza è coperto dalle cooperative. Con questi tagli perderebbero tutto il personale. Ma non si tratta solo di rendere gli edifici vivibili per i bambini, infatti «Queste persone rappresentano un riferimento educativo, come gli insegnanti, per i nostri figli», sottolinea Ilaria Franceschini, rappresentante dei genitori in Consiglio di Circolo.
«Noi genitori ci appelliamo a livelli minimi di sicurezza e pulizia – continua – I bambini sono i primi a essersi schierati per primi». Infatti i piccoli allievi hanno tappezzato la facciata dell’edificio con i loro disegni, i loro temi e le loro poesie per spiegare cosa sono per loro i bidelli e quanto siano importanti.
Queste loro creazioni sono state spedite anche al Miur, l’interlocutore principale per risolvere la questione.

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