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domenica, 26 Maggio 2024

Berlusconi: “I miei figli come gli ebrei sotto Hitler”

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«I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso». Dopo la fatidica frase, “il Colle sarebbe in tempo a darmi la grazia”, ora un’altra se ne aggiunge alla bufera scatenata da Silvio Berlusconi. Tali “perle” si possono leggere nel nuovo libro di Bruno Vespa, “Sale, zucchero e caffè”.
E immediatamente è insorta la Comunità ebraica romana che con le parole del presidente Riccardo Pacifici ha espresso tutto il proprio sdegno: «Berlusconi non deve delle scuse agli ebrei, ma a se stesso. Rimango basito il suo è un paragone fuori luogo. Forse sarebbe interessante sentire direttamente i figli».
A tale sentimento di disgusto fanno eco le affermazioni del presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Ucei, Renzo Gattegna, che giudica il paragone di Berlusconi «incomprensibile ma soprattutto offensivo della memoria di milioni di morti. L’Italia repubblicana – dice Gattegna – è un paese democratico. La vita degli ebrei d’Europa sotto il nazismo fu una catastrofe non soltanto del popolo ebraico ma dell’umanità intera. Ogni paragone con le vicende della famiglia Berlusconi è quindi non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa».
Caos anche nel mondo politico. Gianni Pittella, candidato alla segreteria del Pd, affida la sua disapprovazione e lo sconcerto a Twitter: «Berlusconi non sa più quello che dice. Altro che servizi sociali…».
«Banalizzare – tuona Nichi Vendola – come fa Berlusconi una terribile tragedia come la shoah per la polemica politica di tutti i giorni è agghiacciante».
A giustificarlo però c’è sempre il suo esercito di falchi, colombe, pitonesse e leonesse. Gabriella Giammanco ha giustificato l’exploit berlusconiano come uno «sfogo da padre di famiglia legittimamente turbato e preoccupato per i suoi cari».
Ma in prima linea per la “riabilitazione” di Berlusconi c’è Renato Brunetta: «Stabilire un paragone tra il dolore dei propri figli e la persecuzione degli ebrei non è affatto la banalizzazione di una tragedia immane, semmai dimostra il sentimento di condivisione che anima il presidente Berlusconi nei confronti di questo popolo».

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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