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domenica, 26 Maggio 2024

Asili nido gratuiti per tutti i futuri cittadini

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Diego Novelli

In una stagione, tormentata come quella che stiamo vivendo, colma di episodi individuali e collettivi che non lasciano ben sperare per il futuro, malgrado gli ottimismi renziani e del simpatico amico Oscar Farinetti, gli studiosi seri in materia del carattere e del comportamento degli esseri umani ci dicono che occorreranno non uno o due anni per raddrizzare l’attuale degrado, etico e civile, ma un salto generazionale.

Chi ha compiti di governo a tutti i livelli – centrali e periferici – oltre all’economia, alla finanza, al lavoro, dovrebbe considerare tra le priorità l’educazione, l’istruzione, la cultura, per concorrere a formare dei cittadini diversi da quelli che a partire dagli anni Ottanta, in modo particolare in Italia, e sempre più preoccupante, stanno prendendo il sopravvento.

Sempre chi studia psicologia e pedagogia va ripetendo (ahimè sinora in vano) che si deve partire dalla scuola del pre-obbligo, dagli asili nido (0-3 anni), dal luogo dove si ha il primo contatto esterno alla famiglia e si conosce il vivere in comune con altri simili. Ecco perchè gli asili nido, le scuole materne (3-5 anni) e la scuola dell’obbligo (6-14 anni) dovrebbero figurare nel bilancio dei Comuni e delle Stato come investimenti fondamentali per la formazione del futuro cittadino e dovrebbero essere assicurati a titolo gratuito per tutti i bambini e ragazzi di ogni ceto sociale.

La notizia apparsa oggi sui giornali che il commissario al Comune di Roma, il prefetto Francesco Paolo Tronca, avrebbe intenzione di privatizzare i pochi asili nido municipali della Capitale per ridurre le spese, lascia non solo perplessi.

L’opposizione all’eventuale provvedimento è stata pressochè unanime: dai sindacati, ai partiti dell’ex maggioranza e dell’opposizione tranne la formazione che fa capo al ministro dell’Interno Angelino Alfano verso la quale il prefetto Tronca non avrebbe mai nascosto le sue simpatie.

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