È giunto alle 17.15 ora italiana all’Aeroporto di Torino Caselle il volo privato che ha portato in Piemonte 13 bambini malati di tumore e bisognosi di cure. Sono in fuga dalla guerra in Ucraina con le loro famiglie e saranno accolti e curati dall’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
A bordo anche il presidente della Regione Alberto Cirio con l’assessore ai Bambini Chiara Caucino, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando e la dottoressa Franca Fagioli, direttore dell’Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino. Ad attenderli all’arrivo in Piemonte l’assessore alla Protezione Civile e all’emergenza dei profughi ucraini Marco Gabusi e il console onorario dell’Ucraina a Torino Dario Arrigotti.
“Questo è un momento delicato, drammatico – ha detto il presidente Cirio – ma per noi è anche un momento di gioia e di speranza, perché ci permette di dare la solidarietà non solo a parole, ma nei fatti. Il Piemonte non sta a guardare e oltre a condannare la guerra e l’aggressione che la Russia ha fatto nei confronti dell’Ucraina pensa alle prime vittime, che sono le persone e in particolare gli anziani e i bambini, soprattutto quelli malati. Il nostro grazie di cuore va a questi straordinari imprenditori e a tutti coloro che grazie al sostegno della Fondazione Specchio dei tempi stanno supportando le iniziative necessarie a portare soccorso. E grazie naturalmente ai nostri medici. Ci auguriamo non debba essere necessario e che questa guerra possa finire presto, ma finché ci sarà qualcuno che avrà bisogno di aiuto il Piemonte risponderà “presente”.
“Non potevamo rimanere indifferenti alla violenza della guerra” spiega la professoressa Franca Fagioli parte dell’equipe dell’ospedale Regina Margherita di Torino che ha accolto 13 bambini malati oncologici arrivati dall’Ucraina.
“Ieri pomeriggio – spiega – è partita una squadra sanitaria con medici, pediatra oncologico e infermieri che in pullman sono arrivati fino al confine e hanno recuperato un primo carico di bambini portati lì da Odessa dai militari poi in Moldavia hanno preso altri due bambini. Quando l’aereo è decollato hanno tutti applaudito perchè erano felici”.
Famiglie e bambini sono ora già nei reparti dell’ospedale pediatrico torinese, con i pazienti ci sono le mamme ma anche cinque fratellini. “I bambini sono tutti molto provati perchè a causa della guerra hanno interrotto i trattamenti e non c’è un minuto da perdere. Ma oltre alla diagnosi di malattia tumorale c’è da affrontare anche il trauma della guerra e dello stacco dal nucleo familiare”.
Per questo il team di psico-oncologi del nosocomio è già al lavoro coordinato dalla dottoressa Giulia Zucchetti e con il sostengo di Irina e Oniska, mediatrici culturali. “La lingua al momento è un ostacolo ma troveremo un modo per comunicare. E dovremo trovare una soluzione anche per collocare i fratellini e i familiari”.
“Nell’immensità della tragedia che il popopo ucraino sta vivendo – ha detto il console onorario dell’Ucraina a Torino Dario Arrigotti – il pensiero che il Piemonte sia riuscito in così poco tempo a fare una cosa così grande mi commuove. Spero che questi bambini con le loro famiglie possano trovare qui una casa e le migliori cure e sono certo che sarà così. Spero anche che il Piemonte possa continuare a dare sostegno ai profughi, ai malati e anche ai feriti che potremo aiutare dando loro soccorso negli ospedali della regione”.








