Quando si hanno immobili di proprietà, impegnarsi per aumentare il loro valore è essenziale.
In un periodo di incertezza economica come quello che stiamo attraversando da anni, gli italiani stanno tornando a porre attenzione al bene rifugio per eccellenza, ossia il mattone.
Attenzione: ragionare in quest’ottica non vuol dire solo comprare seconde o terze case – che richiedono un budget a dir poco notevole – ma anche soffermarsi su come aumentare il valore dell’unica che si possiede.
Mirare a questo risultato vuol dire ragionare con metodo. Ogni immobile è unico: vanno valutati diversi aspetti, tra cui il contesto in cui è collocato.
Avere una villetta o un appartamento in condominio cambia.
Come muoversi in quest’ultimo caso? Vediamo qualche consiglio semplice nelle prossime righe.
Rinnovare le parti comuni (senza lavori costosi)
Dopo diversi anni, possiamo dire tramontata l’era del Superbonus 110% (su cui si potrebbe aprire un ampio capitolo parlando di come non abbia senso mirare alla crescita economica facendo deficit, ma non è questo il luogo).
Attenzione: questo non significa che non si possano rinnovare le parti comuni di un condominio, migliorando comfort ed estetica con ripercussioni positive sul valore delle unità immobiliari interne.
Un cambiamento che può solo portare vantaggi riguarda le cassette della posta condominiali.
Rinnovarle rivolgendosi a una ditta specializzata vuol dire dare un boost all’estetica dell’ingresso e mettere in primo piano un’immagine di cura che può solo risultare positiva per chi sta pensando di vendere casa e vuole fare una buona impressione sugli aspiranti acquirenti.
Cura dei balconi
Se si ha intenzione di vendere il proprio appartamento in condominio o anche solo di aumentarne il valore, è importante, in sede di assemblea, accendere i riflettori sullo stato dei balconi.
In molti casi – in Italia si può parlare a tutti gli effetti di grandi numeri, dato che il parco edifici del Paese ha un’età non indifferente – è più che mai necessario intervenire con migliorie come il rifacimento dell’intonaco.
Si tratta di un aspetto che impatta – e non poco – sul valore dell’immobile. In caso di difetti strutturali o di effetti di mancata manutenzione, gli eventuali danni all’unità sottostante vengono pagati dal proprietario del balcone da cui è partito il problema.
A nessuno piace l’idea di acquistare una casa con una potenziale criticità di questa portata.
Alla luce di ciò, è consigliabile agire di concerto con gli altri condomini, in modo da fare un lavoro uniforme e completo.
Isolamento interno
Dato che, quando si vive in condominio, mettersi d’accordo per l’esecuzione del cappotto esterno può non essere semplice, è bene agire da soli con una scelta che può portare solo vantaggi dal punto di vista del valore dell’immobile.
Sì, stiamo parlando dell’isolamento termico interno, che porta via davvero poco spazio ai locali della casa ma comporta cambiamenti positivi drastici su valore dell’immobile – le case green possono valere il 25-30% in più rispetto a quelle non efficienti – e sull’impatto ambientale.
I metodi che si possono prendere in considerazione sono diversi. Il più comodo in appartamento è l’applicazione di una vernice isolante.
Per dovere di precisione, ricordiamo che esistono:
- Pitture termoisolanti
- Pitture a effetto termico
Queste ultime sono in grado di uniformare la temperatura delle pareti, con tutti i vantaggi del caso per quanto riguarda la prevenzione della formazione di condensa.
Un’altra soluzione che si può adottare, decisamente più farraginosa ma gestibile, è l’applicazione, sulle pareti, di pannelli in materiali isolanti come il sughero (in questo caso, si strizza ulteriormente l’occhio alla sostenibilità grazie alla scelta di una materia prima amica dell’ambiente per diversi motivi, tra cui il fatto di richiedere una quantità d’acqua estremamente ridotta).





