In Italia il gioco d’azzardo muove cifre sempre più difficili da separare dal tema della tutela dei giocatori. Secondo Azzardomafie 2025, il dossier di Libera, nel 2024 la raccolta complessiva ha superato i 157,4 miliardi di euro. Secondo il Libro Blu 2024 dell’ADM, circa 92 miliardi provenivano dal canale online e il resto dal gioco fisico. Per raccolta si intende il totale delle somme giocate, non quanto viene perso dai giocatori o incassato dagli operatori.
Dietro questi volumi ci sono anche numeri che riguardano direttamente le persone. Libera stima che almeno 18 milioni di italiani abbiano giocato nell’ultimo anno. Di questi, 1,5 milioni sono indicati come giocatori patologici, pari al 3% della popolazione maggiorenne, mentre altri 1,4 milioni si trovano in una condizione di rischio moderato.
Le dimensioni economiche aiutano a capire la portata del fenomeno. Secondo i dati EGBA elaborati con H2 Gambling Capital, nel 2023 l’Italia era il maggiore mercato europeo per Gross Gaming Revenue complessivo, con circa 21 miliardi di euro, davanti a Regno Unito, Germania e Francia. La crescita del digitale aggiunge però un’altra dimensione: all’espansione dell’offerta deve corrispondere una capacità adeguata di controllo e prevenzione.
Una parte sempre maggiore del gioco passa online
Scommesse, giochi di carte e casino online fanno ormai parte di un’offerta digitale ampia che, nel mercato legale italiano, ricade sotto la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Nel 2023 il GGR online italiano ammontava a circa 4,6 miliardi di euro e rappresentava il 21,7% dei ricavi complessivi del gioco, secondo EGBA e H2 Gambling Capital. Era una quota ancora molto più bassa rispetto a quella registrata nel Regno Unito e in diversi Paesi del Nord Europa.
La tendenza europea va comunque nella direzione di una maggiore presenza del digitale. Nel 2024 l’online ha generato 47,9 dei 123,4 miliardi di euro di GGR registrati in Europa, raggiungendo il 39% del mercato. Un anno prima la quota era del 37%.
Anche qui è importante non confondere GGR e raccolta. La raccolta comprende tutte le somme giocate; il GGR corrisponde invece, in termini generali, alla differenza tra le giocate e le vincite restituite.
Cresce anche il lavoro di controllo
Più gioco online significa anche una maggiore esposizione all’offerta illegale. Nel 2025 ADM ha bloccato l’accesso a 1.038 siti di gioco online non autorizzati. Nel 2024 erano stati 721 e nel 2023 circa 490. In due anni, quindi, il numero di siti inibiti è più che raddoppiato.
La vigilanza non riguarda soltanto internet. La Relazione 2025 sul settore dei giochi pubblici registra 31.391 controlli effettuati da ADM, 3.323 in più rispetto all’anno precedente. Le verifiche rivolte specificamente al contrasto del gioco minorile sono passate dalle 13.016 del 2024 alle 14.418 del 2025.
Sono dati che danno una misura concreta del lavoro richiesto per controllare un settore che opera contemporaneamente attraverso punti vendita fisici, piattaforme autorizzate e siti illegali.
Come cambia l’autoesclusione
Anche gli strumenti messi a disposizione dei giocatori sono stati modificati. Dal 1° febbraio 2026 sono entrate in vigore nuove modalità di autoesclusione dal gioco a distanza.
Chi sceglie di escludersi può impostare un periodo compreso tra 7 e 270 giorni oppure optare per un’esclusione a tempo indeterminato. Il blocco può inoltre riguardare tutti i concessionari, un singolo operatore o specifiche categorie di gioco.
Nel caso dell’autoesclusione temporanea non è possibile chiedere la revoca prima della scadenza. Per quella a tempo indeterminato, invece, la richiesta di revoca può essere presentata soltanto dopo almeno nove mesi.
Rispetto a un blocco unico applicato indistintamente a tutto il gioco online, il sistema permette quindi di scegliere con maggiore precisione durata e ampiezza dell’esclusione.
In Piemonte l’online ha già superato il gioco fisico
Il cambiamento emerge con particolare chiarezza osservando i dati regionali. Nel febbraio 2026, durante la presentazione del dossier Azzardomafie alla Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte, sono stati riportati oltre 9,5 miliardi di euro di raccolta nella regione per il 2024.
Più della metà proveniva da internet: circa 5,25 miliardi di euro online contro 4,25 miliardi raccolti attraverso il gioco fisico.
Il Piemonte offre così un esempio concreto di quanto il rapporto tra i due canali sia cambiato. Il gioco tradizionale continua ad avere un peso rilevante, ma in questa regione il volume delle somme giocate online lo ha già superato.
La questione non riguarda soltanto quanto cresce il mercato
Guardare soltanto alla crescita rischia di lasciare fuori una parte importante della storia. Nel giro di pochi anni sono aumentati il peso del canale digitale, il numero dei siti illegali bloccati da ADM e i controlli effettuati sul settore. Parallelamente sono state modificate anche le regole sull’autoesclusione.
A questi dati si affiancano quelli riportati da Libera sui giocatori patologici e sulle persone considerate a rischio. Non bastano, da soli, per stabilire se gli strumenti disponibili siano sufficienti, ma mostrano perché la discussione sul gioco online non possa fermarsi ai ricavi o alla raccolta.
La questione è piuttosto quanto rapidamente controlli, prevenzione e strumenti di tutela riescano ad adattarsi a un mercato in cui una parte sempre maggiore dell’attività avviene attraverso internet.





