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venerdì, 12 Agosto 2022

AAA cercasi urgentemente nuovi progetti urbanistici per Torino

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Antonino Iaria

Forse è solo una mia sensazione, ma a Torino non si parla più di urbanistica ed edilizia. Oggi ho letto un’intervista dell’assessore Mazzoleni, sul ‘Corriere Della Sera’, in cui speravo di trovare nuovi progetti per la città, nuove visioni che avrebbero cancellato gli anni “bui e senza idee dell’era Appendino”.
Ma ciò che ho letto mi ha francamente stupito, si parla della constatazione, da parte dell’assessore milanese, che Torino è una bella città.
Ne sono molto contento, ma per quanto riguarda il tema urbanistico e la visione della città non sono riuscito a trovare nulla di nuovo, tutti i progetti citati dall’assessore sono partiti con l’amministrazione Cinque Stelle, in particolare negli ultimi due anni di mandato, come la proposta tecnica del piano nuovo piano regolatore, nuovo regolamento edilizio, variante ex Ogm, pur cavallerizza, variante e progetto Metro2, solo per citarne alcuni.
In questi mesi di nuova amministrazione non ho visto atti importanti provenire dal mio ex assessorato.
Inoltre nell’articolo in questione, da cui cito testualmente le seguenti frasi “…spazio anche al nuovo, fermo durante gli anni del M5S al governo della città Mazzoleni non crede affatto a Torino città satellite e dormitorio di Milano”, sì identificano i 5 anni a Cinque Stelle come un Medioevo nell’accezione più brutta del termine, e si parla ancora di Torino come dormitorio di Milano a cui non crede nessuno da molti anni.
Se l’assessore riprendesse in mano la revisione del Prg, proposta da noi, vedrebbe che Torino è pensata come città universitaria, con giovani anche milanesi che oltre a dormirci studieranno e la vivranno per un’importante parte della loro vita,
I fatti, quindi, raccontano una versione diversa, versione che sembra così scomoda, che si tenta di nascondere in tuti i modi.
Io francamente non credo che per giustificare le oggettive difficoltà del nuovo assessore, si debba usare questa tattica mediatica. E non credo neppure che queste complessità si possano risolvere semplicemente con un invito a cena ai torinesi.

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