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martedì, 16 Aprile 2024

A Palazzo Barolo arriva Marc Chagall

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Dopo il grande successo della mostra “Da Monet a Picasso”, a Palazzo Barolo torna la Grande Arte con la mostra “MARC CHAGALL Gli stati dell’anima”. 

Marc Chagall(Lëzna, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985), è uno dei pittori più amati di sempre, di origine bielorussa e naturalizzato francese.

Uno stile artistico unico – immaginifico, sognante, colorato – per un artista che non ha mai permesso al suo stile di essere classificato, sfuggendo a ogni facile etichetta ed influenzando generazioni di artisti, da pittori a poeti, sconfinando nella danza e nella scenografia.

Il “pittore del colore” si mescola col “pittore poeta” in un’esposizione dove colore, sentimenti, ottimismo e allegria sono protagonisti: opere da “Maternité Suite”, da “I sette peccati capitali”, da “Le Favole di La Fontaine”, da “Le Lettere invernali” e, ancor di maggiore pregio, da “Daphnis e Chloe”, “La storia di Exodus” e da “Celui qui les sans les sans rien dire”.

Per arrivare ad una serie di meravigliose litografie dai colori vibranti e dagli scenari onirici, intrisi da una fortissima vena poetica, tipici di Chagall. 

L’artista insegue la bellezza e la magia del sogno, amandone la poesia e la simbolica e misteriosa spazialità mistica. Non indaga la propria psiche, ma è interessato a compiere un viaggio nel suo mondo interiore, nel suo passato, nella storia della sua gente e nel ritrovamento della sacralità della vita che teme possa essere perduta.                                                                             Chagall ripone nelle sue opere una marcata allegria di vivere a contrastare le difficoltà quotidiane che ha provato e le persecuzioni religiose con cui si è scontrato in una vita quasi centenaria.                                                                                                                                                          L’essenza è presente nelle illustrazioni della Bibbia, con le opere più cariche di significati simbolici. L’artista afferma in merito: “Se tutta la vita arriva inevitabilmente ad una fine, dobbiamo colorarla con i nostri colori di amore e speranza. In questo amore risiede la logica sociale della vita e l’essenza di tutta la religione. Per me la perfezione nell’arte, così nella vita, proviene da questa fonte biblica.”

Grande peso hanno sulla sua formazione le assidue letture della letteratura ebraica e delle fiabe popolari russe, abitate da uomini e donne che possono volare, da un mondo immaginato capovolto e da animali che parlano.                                                                                                                        Le iconografie naturali ricorrenti dei suoi dipinti sono tutte chiare e riconoscibili: dagli uccelli ai pesci, dalle capre ai cavalli. E ancora i fiori e gli strumenti musicali. 

La collezione, composta da oltre settanta opere, è a tutti gli effetti la serie più di taglio femminile del pittore, ritraendo donne forti e valenti, che amano e sono amate. Un tema dominante quindi – quello dell’amore – in tutte le sue forme e contraddizioni. Perché nella vita, proprio come nella tavolozza del pittore, non c’è che un solo colore capace di dare significato alla vita e all’arte: il colore dell’amore.                        

La mostra sarà aperta:

Dal Martedì al Venerdì 10 – 17.30 

Sabato, Domenica e Festivi 10 – 18.30

Lunedì chiuso

Ultimo ingresso consentito in mostra un’ora prima dell’orario di chiusura.

Tutte le informazioni sulla mostra sul:

sito www.mostramarcchagall.it

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