Manca solo l’ufficialità (leggi decreto), ma ormai è quasi certo: le elezioni amministrative slitteranno da questa primavera al prossimo autunno. Com’era prevedibile.
La data è quella del 10 e 11 ottobre, due settimane dopo, nel caso, i ballottaggi. E se per chi ha già incominciato la campagna elettorale per la corsa a sindaco di Torino, vedi Paolo Damilano per il centrodestra, la notizia non è delle migliori (si allungano i tempi di campagna elettorale e c’è il rischio di arrivare stanchi), c’è chi da questo slittamento ha solo da guadagnare.
In parte il Partito Democratico e il centrosinistra che non hanno ancora un unico candidato, ma tanti candidati. Il più quotato resta il capogruppo dei Dem in Sala Rossa, Stefano Lo Russo, per ci sono altri nomi per le primarie che a questo punto potrebbero arrivare: da Enzo Lavolta a Igor Boni, a Mauro Salizzoni e altri.
Ma chi si respira la boccata d’ossigeno è proprio il partito di maggioranza a Palazzo Civico: il Movimento Cinque Stelle. Già, perché fino ad oggi si erano perse un po’ le tracce dei pentastellati e sul nome chi era stato scelto per tentare il miracolo in stile Chiara Appendino. In città si parlava ormai solo di una gara a due: centrosinistra e centrodestra. E i grillini quasi dimenticati. Ma ora hanno più tempo. E non solo.
Con l’ex premier Giuseppe Conte, molto amato dagli italiani a quanto pare, alla guida dei pentastellati i Cinque Stelle hanno non solo più tempo per riguadagnare terreno sotto la Mole, ma anche per capire quanto Roma potrà influire su certe scelte. Già, dalla Capitale, dove c’è chi spinge affinché il fronte giallorosso non si vada a sgretolare e dove c’è chi ha pronto l’asso nella manica per una mossa unitaria in vista proprio delle amministrative torinesi.





