Per Cgil, Cisl e Uil le cose in Piemonte non tutt’altro che bene, come spiegano in un documento unitario ai candidati alla presidenza della Regione.
«Siamo di fronte a un processo di impoverimento del Piemonte il reddito pro-capite è sceso a 30.342 euro, il più basso delle regioni del nord Italia. Questi dati confermano che il Piemonte arretra e che il triangolo industriale si sposta verso Milano, Bologna, Treviso», dicono dai sindacati.
«Nonostante la lieve ripresa degli ultimi tre anni, il Pil regionale rimane inferiore di quasi sette punti percentuali rispetto al 2008, mentre la produzione industriale fa segnare un calo di 5 punti. Per quanto riguarda gli occupati, tra il 2008 e il 2018, sono diminuiti di 29.000 unità, con il settore delle costruzioni che risulta il più colpito», affermano Cgil-Cisl-Uil.
«Dopo la grande crisi del 2008 il Piemonte non si è mai completamente ripreso. In questo documento abbiamo analizzato i vari settori produttivi, cercando di dare indicazioni utili ai candidati affinché, nel rispetto dei ruoli, si possa fare sistema e rilanciare l’economia regionale» – spiega il segretario generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese.
«La crisi dell’automotive, in particolare, ha messo in difficoltá la nostra regione – aggiunge il sgretario generale Cgil Piemonte, Pier Massimo Pozzi – servono investimenti e politiche sociali capaci di fronteggiare questa situazione».
Per il segretario piemontese della Cisl Alessio Ferraris «bisogna sbloccare i cantieri, garantire maggiore sicurezza sul lavoro, utilizzare in modo sinergico i fondi strutturali europei spendendoli bene. E non dimentichiamo l’assetto idrogeologico del Piemonte, attraversato da molti fiumi che spesso creano criticitá. Credo sia meglio prevenire che ristrutturare dopo».





