Il governo Renzi forse s’illudeva di esser riuscito ad archiviare la polemica in un paio di giorni di inizio gennaio, profittando delle poche luci accese sul mondo della politica durante le vacanze di fine 2014 e inizio 2015. L’appello degli assessori alle Politiche abitative di Roma, Milano e Napoli, le tre aree metropolitane più grandi d’Italia, ha rotto lo schema: Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito hanno chiesto a Palazzo Chigi una proroga degli sfratti abitativi anche nel 2015, “per scongiurare i rischi sociali e i conseguenti problemi di ordine pubblico”. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha fatto orecchie da mercante, deviando in maniera piuttosto illogica la questione: «Sulla proroga degli sfratti agli assessori di Milano, Roma e Napoli dico che non è drammatizzando un problema che lo si risolve».
La realtà relativa al diritto all’abitare, in molte parti d’Italia, è già drammatica, per le famiglie chiamate in causa, sventura che evidentemente il ministro non ha e che quindi non comprende appieno. Le famiglie che nell’anno che viene rischiano di essere sfrattate sono fra le 30mila e le 50mila. I numeri sono incompleti e parziali, per stessa ammissione del Viminale, son ben maggiori se analizzati con completezza. Numeri che son irrisori secondo il ministro Lupi o che meritano tatto e risoluzione? Dalle sue parole (“non drammatizziamo”), ciò non è risultato così chiaro.
Secondo Lupi lo strumento della proroga è “vecchio e logoro”, il governo di Matteo Renzi “ha imboccato una nuova strada” sull’emergenza casa. Anche se i successi del Piano casa presentato quasi un anno fa stentano a farsi vivi. I numeri dell’allarme abitativo lo dimostrano, laddove anche per il 2015 è in previsione il ripetersi di scene già viste: a Roma, dal 2008 al 2013, le sentenze per fine locazione sono state oltre 10mila, a Napoli sono state 4500 e a Milano 4mila. Alla fine del 2014 i provvedimenti di sfratto sono stati oltre 70mila, quelli eseguiti oltre 30mila, il 90% per morosità, spesso incolpevole. Le statistiche dicono che ogni giorno, in Italia, vengono eseguiti 140 sfratti con l’ausilio delle forze dell’ordine. Numeri della crisi ma anche della speculazione edilizia e del corroso welfare.
Anche gli assessori di Roma, Napoli e Milano hanno ricordato, nel loro appello, che il 70% delle circa 50mila famiglie a rischio avrebbe i requisiti di reddito e sociali (anziani, minori, portatori di handicap) previste dalla legge per la proroga, nonostante il governo Renzi, al momento, non voglia sentir parlare di uno strumento che sarà pure “vecchio e logoro”, come dice il ministro, ma che rappresenterebbe una “boccata d’ossigeno” per tutte le famiglie a rischio sfratto e un’altra occasione per la politica di utilizzare l’anno appena iniziato per “cambiare verso” sul fronte del diritto alla casa.





