Macchine diverse, più spazio alla sostenibilità, progetti che cambiano in continuazione e le sfide del calendario. La Formula 1 non è ancora entrata nel vivo della sua fase finale nel 2026 che già si pensa al 2027. Ed è un rompicapo. La pubblicazione ufficiale del calendario della prossima stagione del Circus è stata infatti rinviata all’autunno, complice l’incertezza geopolitica in Medio Oriente che continua a condizionare la programmazione delle piste da calcare. Tra piani B, ritorni e possibili esclusioni, ecco come potrebbero cambiare le date.
Il Medio Oriente stravolge i piani
Il nodo principale è legato alle tensioni in Medio Oriente, che nel 2026 hanno già portato alla cancellazione dei Gran Premi di Bahrain, sostituito con la tappa nel circuito della Malesia, a Sepang, e Arabia Saudita. Restano inoltre sotto osservazione gli appuntamenti conclusivi di Qatar e Abu Dhabi, che chiudono tradizionalmente la stagione. Comprensibile, dunque, la cautela di Liberty Media e FIA, che preferiscono attendere prima di ufficializzare un programma che rischierebbe di dover essere rivoluzionato in corsa. La priorità, ribadita più volte, resta comunque quella di mantenere il traguardo delle 24 gare, un numero diventato ormai lo standard della Formula 1 moderna e legato a impegni con team, sponsor e televisioni.
I piani B di Domenicali
L’amministratore delegato della F1, Stefano Domenicali, ha spiegato che il calendario verrà inizialmente presentato nella sua versione standard, con partenza fissata al 14 marzo in Bahrain e con l’Arabia Saudita la settimana successiva. Ma se la situazione non dovesse migliorare, sono già pronte soluzioni alternative: la gara d’apertura potrebbe traslocare nuovamente in Malesia, mentre i test collettivi, di norma ospitati a Sakhir, potrebbero spostarsi a Barcellona. Non sarebbe necessario rimpiazzare entrambe le date di marzo, dato che eventuali recuperi potrebbero trovare spazio nelle settimane successive, sfruttando i vuoti in calendario attorno agli appuntamenti di Miami e del Canada. Insomma, la macchina organizzativa è pronta ad adattarsi rapidamente, come del resto ha già dimostrato di saper fare nel corso del 2026.
Le nuove tappe del 2027
Al di là delle incognite mediorientali, una prima bozza del calendario lascia intravedere alcune novità interessanti sul fronte europeo. Le due più attese sono il ritorno del Gran Premio del Portogallo a Portimão e quello del Gran Premio di Turchia a Istanbul Park, entrambi molto apprezzati dagli appassionati. In uscita ci sarebbe invece Zandvoort, in Olanda, mentre Spa resterebbe in un sistema di rotazione con Barcellona. L’obiettivo è mantenere 24 appuntamenti, ma con un volto europeo profondamente rinnovato. Si tratta comunque di indiscrezioni ancora tutte da confermare: la parte mediorientale del calendario, in particolare, resta la grande incognita che potrebbe far slittare o modificare l’intero impianto della stagione.
Un incastro logistico complesso
Dietro alle scelte sulle sedi c’è anche una questione puramente organizzativa. La definizione tempestiva del calendario è infatti fondamentale per i team, che devono programmare per tempo la produzione delle monoposto, i trasporti e tutta la logistica. Un vincolo su tutti riguarda gli pneumatici. La Pirelli ha bisogno di circa sette settimane di preavviso per la spedizione. Questo impone alla F1 di scegliere la sede dei test entro i primi giorni del nuovo anno e di confermare la gara inaugurale entro la metà di gennaio. E chissà che il 2027 non possa essere l’anno di un grande ritorno al trionfo della Ferrari. Oggi le sensazioni degli addetti ai lavori e le scommesse relative alla F1 non sembrano ipotizzare ancora un exploit delle ‘Rosse’, ma negli ultimi tempi la crescita è stata innegabile e nel prossimo futuro potrebbero arrivare sorprese. Nel frattempo il Circus continua a lavorare su più scenari, consapevole che a volte a decidere le sorti di una stagione non è soltanto ciò che accade in pista. Per gli appassionati, intanto, non resta che attendere l’autunno per conoscere la versione definitiva di un calendario che, mai come stavolta, si annuncia in continua evoluzione.





