E’ stata licenziata dal Consiglio Regionale del Piemonte, con consenso unanime, la proposta di legge regionale sulle truffe affettive presentata dal consigliere Silvio Magliano (Lista Civica Cirio Presidente) denominata: “Misure di sostegno per le vittime di delitti contro il patrimonio, commessi con l’utilizzo delle nuove tecnologie, aventi come presupposto la dipendenza affettiva”. Il Piemonte è la prima regione italiana a dotarsi di questa normativa. Un passo quanto mai importante che costituirà certamente un’apripista per le altre realtà regionali nel contrasto verso un fenomeno drammatico in costante crescita.
“Un segnale per non lasciare sole le vittime” è il commento del primo firmatario Silvio Magliano che sottolinea come la norma nasca anche dall’ascolto di quelle realtà associative che hanno raccolto le testimonianze delle persone cadute nel raggiro che hanno avuto il coraggio di denunciare.
Per Gianna Pentenero, capogruppo del Pd in Regione e relatrice per l’opposizione, si tratta di una legge che “oltre a prevenire e informare, è importante anche per la formazione degli operatori che si occuperanno delle vittime. Per questo abbiamo presentato un emendamento che prevede una stretta sinergia con il Terzo settore e servizi territoriali sulle dipendenze”.
La legge prevede anche l’istituzione presso l’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze di una specifica sezione dedicata alla dipendenza affettiva, con uno stanziamento di 50 mila euro per il prossimo triennio.
Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dai consiglieri: Giulia Marro (Avs), Davide Buzzi Langhi e Annalisa Beccaria (FI), Luigi Icardi (Lega), Pasquale Coluccio e Sarah Disabato (M5s), Gianluca Godio e Marina Bordese (FdI), Emanuela Verzella (Pd), Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa).
ACTA: 21mila casi seguiti in undici anni.
“Siamo felici per aver raggiunto un traguardo che corona undici anni di lavoro e che incoraggia la nostra mission e il nostro impegno” è il commento della torinese Cavaliera della Repubblica Jolanda Bonino, fondatrice e anima del Movimento ACTA (Azione Contro Truffe Affettive) e Lotta al Crimine Informatico. Sono circa 21mila a livello nazionale le richieste di aiuto che Acta ha ricevuto in questi undici anni (1500 Piemonte). I dati sono spesso solo la punta di un iceberg molto più grande. Un fenomeno che tocca anche gli uomini che risultano più restii a denunciare i raggiri in cui sono rimasti intrappolati sul web. Uomini particolarmente presi di mira nel campo delle truffe finanziarie on line (criptovalute) con risvolti anche tragici (casi di suicidio).
A smentire i luoghi comuni il fenomeno delle truffe affettive colpisce tutti i ceti sociali, privilegiando la fascia tra i 40 e i 60 anni, attraverso vere e proprie estorsioni di denaro, forzate dalla creazione di un meccanismo di dipendenza affettiva. Un fenomeno che se vissuto, per vergogna o debolezza, in solitudine e senza alcun supporto, può avere anche tragici sviluppi.
ACTA, da tempo impegnata nel contrasto di truffe affettive e cybercrime, non nasconde la sua grande soddisfazione, ritenendo la nuova normativa come un passo che moltiplicherà il loro impegno contro un fenomeno di proporzioni globali dai pesantissimi impatti.
Un fenomeno ancora trattato in modo superficiale e umiliante per le vittime
Un fenomeno complesso e in continua drammatica evoluzione, spesso trattato in modo superficiale e umiliante a livello mediatico e ancora carico di pesanti luoghi comuni, per quelle vittime che dovrebbero essere invece spinte a uscire dall’anonimato, dalla vergogna, per denunciare quanto subito.
La nota Acta sottolinea inoltre l’importanza del suo operare come rete. Un approccio che consente di coinvolgere ed estendere l’intervento di prevenzione e aiuto in tutte le regioni. Un’azione che ha avuto il sostegno istituzionale, fin dai primi suoi passi, della consigliera regionale Monica Cerutti e poi, negli ultimi anni, il deciso contributo del consigliere Silvio Magliano, non dimenticando il ruolo svolto dal Centro Servizi per il Volontariato Vol.To.
Ma cosa cambia con l’arrivo della nuova legge regionale?
Saranno consentite convenzioni con realtà del Terzo settore attraverso le ASL per il sostegno delle vittime on line. Un sostegno che, oltre al supporto psicologico, prevede una quanto mai importante assistenza nel delicato momento della denuncia, con supporto anche domiciliare. Rientrano negli obiettivi della nuova legge ovviamente anche quelli legati alla prevenzione, attraverso campagne d’informazione rivolte alla cittadinanza e in particolare ai giovani che, pur essendo quanto mai abili sul piano digitale, risultano meno esperti e più a rischio di fronte ai pericoli che viaggiano sul web.





