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giovedì, 30 Maggio 2024

9 dicembre a Torino, diretta dalle piazze

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Torino si è svegliata con una strana atmosfera oggi: negozi chiusi, Porta Palazzo incredibilmente deserta. Una calma solo apparente, uno strano silenzio per un giorno lavorativo, che in alcune zone viene rotto dalle grida di chi manifesta. Perché è in alcune piazze che buona parte della città si è riversata.
Lo sciopero generale indetto dagli autotrasportatori e chiamato “dei Forconi” ha bloccato il centro città, le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa. Tram e autobus deviati, strade chiude, posti di blocco creati dai manifestanti che fermano il traffico per distribuire volantini informativi. Seguiamo passo passo la diretta di questa giornata.
Ore 19.30
Continuano i blocchi in giro per la città: da corso Vittorio Emanuele a corso Marche, da piazza Massaua al Rondò della Forca: manifestanti e cassonetti in mezzo alla strada fermano la circolazione.
La Questura conferma un arresto e un fermo.
Ore 18.30
Sono stati rimossi alcuni blocchi stradali realizzati dai manifestanti con cassonetti e oggetti di fortuna che avevano creato problemi di traffico in corso Regina angolo corso Principe Eugenio (Rondò della Forca), corso Regina angolo via Rossini e in corso Regina angolo via Ariosto. Una cinquantina di persone sono entrate in tangenziale, tra gli svincoli di “Orbassano” e “Sito”, mettendo a rischio l’incolumità degli automobilisti. La polizia è riuscita ad allontanarli dalla carreggiata.
Ore 16.10
Sono ricominciati gli scontri: davanti a Palazzo Civico in piazza Palazzo di Città c’è stata una sassaiola, con carica della polizia.
Ore 15.30
Salgono a due i fermi a Torino
Ore 14.30
Ci sarebbe già un fermo in seguito agli scontri.
Ore 14
In corso Regina Margherita, nel centro di Torino, alcuni manifestanti hanno messo alcuni cassonetti della spazzatura in mezzo alla strada bloccando il traffico. Blocchi ancora presenti nel resto della città, in particolare in via Santa Maria Mazzarello, tra via Monginevro e piazza Massaua, in piazza Derna e in piazza Pitagora.
Ore 13.50
I responsabili del movimento dei forconi si sono presentati su un furgone chiedendo «un applauso per la polizia» e alcune centinaia di persone hanno applaudito. «Siamo qui per manifestare in modo pacifico, per rivendicare i nostri diritti di cittadini» hanno scandito da un altoparlante. Alcuni agenti delle forze dell’ordine si sono tolti il casco e al loro indirizzo sono partiti gli applausi.
Ore 13.30 torna la calma
Sembra tornata la calma per le vie di Torino. Il comitato “9 dicembre” si dissocia dalle reazioni violente e dai saccheggi e le minacce avvenuti a danno di qualche negoziante che aveva deciso di mantenere il proprio esercizio aperto.
Ore 12.40 continuano gli scontri in piazza Castello
Continuano gli scontri in piazza Castello: la protesta si è allargata, doppia carica della polizia davanti a via Roma e davanti al palazzo della Regione. I manifestanti si sono sparpagliati. Tra i manifestanti anche un nutrito gruppo di ultras.

Ore 12.34 piazza San Carlo
Tensioni anche in piazza San Carlo dove alcuni gruppi, dopo aver manifestato sotto la sede di Equitalia e gli uffici dell’Inps, hanno costretto i gestori del famoso caffè Caval D’Brons a chiudere. Erano presenti numerosi clienti all’interno del locale. I manifestanti, contestando l’apertura dell’esercizio hanno intimato ai gestori di chiudere, prendendo a calci la porta. Dopo alcuni momenti di tensione le serrande sono state abbassate.
Ore 13.15
Un carabiniere è rimasto lievemente ferito a una gamba a Torino durante gli scontri sotto la Regione Piemonte in piazza Castello.
Ore 12.30 tensione alta
La tensione continua ad essere alta. I manifestanti proseguono nella fitta sassaiola verso il palazzo della Regione, dove alcune finestre sono state rotte. Sono più di 2000 le persone radunatesi in piazza.
Ore 12.10 cariche in Piazza Castello
In piazza Castello, davanti alla sede della Regione, c’è tensione tra manifestanti e polizia: scontri e cariche, anche qualche lancio di mattoni contro alcuni mezzi delle forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni. È stata in parte divelta la recinzione di un cantiere in piazza Castello.
Ore 11.50: scontri
All’altezza di via Arsenale i manifestanti lanciano bombe carta, la polizia risponde con lacrimogeni.
Ore 11.35
Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia, è davanti a piazza Palazzo di Città.
Ore 11.15
Barricate in piazza Palazzo di Città, davanti al Comune.
Ore 10.45
Bloccata Porta Susa. Tutta la zona da piazza Castello e la stazione è pedonale. I manifestanti continuano a cantare slogan e distribuire volantini. Il clima è teso.
Ore 10.05
I manifestanti si dirigono in corteo in via Pietro Micca.
Ore 10
Il clima si scalda in piazza Castello. Cori dei manifestanti “Non ci avrete come volete” e  “Avete rotto il cazzo”. Davanti alla Regione partono gli insulti al Governatore Roberto Cota e poi, all’unisone, l’inno d’Italia.
Ore 9.30
Bloccato anche corso Allamano. Davanti al Centro Agroalimentare si distribuiscono volantini. C’è tensione.
Ore 9.20
La zona di corso Romania (sbocco della Torino-Milano) e quella dell’Interporto iniziano ad essere rallentate. Le automobili vengono deviate. La rotatoria di corso Romania è completamente bloccata da alcuni camion messi di traverso.
Ore 9
Piazza Castello si riempie velocemente di persone. Sui loro volti rabbia e agitazione, nel cielo sventolano bandiere tricolori. Un uomo grida nel megafono: «Italia agli italiani: riprendiamoci il nostro Paese!» scatenando un’ovazione.
Ore 8.30
Una trentina di manifestanti hanno bloccato in entrata ed uscita il casello di Carisio sull’autostrada Torino-Milano, non permettendo il passaggio dei mezzi pesanti.
Ore 7.15
In un vicolo dalle parti di piazza Pitagora si vedono striscioni con croci celtiche.
Ore 7
Sono in più di 500 a manifestare in piazza Derna. C’è tensione nell’aria, ma finora fila tutto liscio.
Ore 5.30
Piazza Derna e piazza Pitagora iniziano a popolarsi. Gli organizzatori del “comitato 9 dicembre” distribuiscono volantini con su scritto “Ribellarsi è un dovere, siamo tutti cittadini italiani”.
 

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