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mercoledì, 29 Maggio 2024

14 novembre, il comunicato degli studenti medi

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Riceviamo e pubblichiamo 
Oggi, 14 Novembre, a Torino, come in tutte le altre città d’Italia, gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza al fianco degli universitari, dei precari, dei lavoratori e dei disoccupati.
Già dalle prime ore del mattino abbiamo assistito alla provocazione da parte delle forze dell’ordine, che hanno perquisito la camionetta sequestrando tutto quello che c’era all’interno tra cui i cartelli contro il governo Renzi.
Da tutti i quartieri della città sono partiti degli spezzoni studenteschi che sono confluiti in piazza Arbarello, piazza da cui è partito un corteo di 5000 persone formato da tutte quelle componenti sociali che ogni giorno vivono la crisi. Ci siamo diretti verso la sede del Miur, dove gli studenti hanno lanciato uova colorate per contestare le nuove politiche e i continui tagli della scuola pubblica. Successivamente ci siamo diretti verso piazza Vittorio, abbiamo percorso via Po e, arrivati davanti alla Regione, abbiamo simbolicamente bruciato le sagome delle parole “precarietà”, “buona scuola” e “jobs act”. Il corteo si è concluso in corso Regina Margherita con un’assemblea pubblica. Poco prima della fine della manifestazione la digos ha cercato di portare via due studenti prendendoli alle spalle, dimostrando ancora una volta la volontà repressiva delle forze dell’ordine.
Il corteo ha contestato le riforme proposte da Renzi, come la Buona Scuola, che dietro tutte le belle parole nasconde solo ulteriori tagli, privatizzazione e aziendalizzazione e non viene nominato neanche una volta il Diritto allo Studio. Tra i costi di libri, abbonamento del pullman e contributo volontario, che aumentano di anno in anno, la scuola non è più un diritto ma un privilegio per pochi. La percentuale di abbandono scolastico è sempre maggiore ma usciti dalla scuola ci troviamo ad affrontare un mondo di precarietà e disoccupazione. A tutto questo si aggiunge il Jobs Act, nuovo piano sul lavoro proposto da Renzi, che permette lo sfruttamento tramite contratti a tempo determinato con maggiori possibilità di licenziamento, apprendistati senza nessun obbligo di formazione e assunzione e rimuove ogni tipo di tutela nei confronti dei lavoratori.

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