L’era digitale continua a scoprire nuovi utilizzi della tecnologia nel quotidiano, ma non è un mistero che l’Italia non si trovi al passo con il resto d’Europa. Una delle prima applicazioni è quella del commercio digitale, ma anche in questo settore, come monitorato dal Randstad WorkMonitor, gli italiani non riescono a mantenere il livello di crescita già fatto registrare per nazioni come Germania e Gran Bretagna. Ad abituarsi più velocemente agli acquisti online è senza dubbio un target giovane, che naviga più frequentemente sul web ed è abituato a districarsi tra browser, applicazioni e software con relativa semplicità. Non è certo possibile pensare alla stessa frequenza d’uso per altre generazioni, anche se l’utilizzo dei dispositivi mobili ha abbattuto più velocemente determinate barriere.

Il fashion è probabilmente il settore più avanti in materia di digitalizzazione del commercio, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Dietro questo passaggio che appare scontato è necessario infatti un investimento importante in tema di strutture fisiche e digitali, un miglioramento del customer care e una strategia di comunicazione adeguata al target di riferimento. Nel mondo del luxury fashion, gli esempi di Luisaviaroma e di Yoox sono gli ultimi di successo nel made in Italy, mentre per quel che concerne lo sportswear tra i leader di mercato c’è Planet Sports, che ha puntato sull’internazionalizzazione del brand e dei prodotti per far leva su un pubblico giovane, che ha la passione per gli sport acrobatici ed estremi, ma anche per chi ama semplicemente vestire in maniera casual.

Planet Sports nasce a Monaco di Baviera, e sin dai suoi esordi, risalenti a oltre 20 anni fa, sottolinea la sua propensione per gli action sport e lo streetwear, caratteristiche poi mantenute nel corso del tempo con la costante di un servizio di qualità e la collaborazione di atleti internazionali. Lo store digitale di Planet Sports è stato ampliato notevolmente per fornire al cliente vasta scelta: gli oltre 70 brand propongono sia il materiale tecnico per le escursioni outdoor che l’abbigliamento e gli accessori per la quotidianità, sia per l’estate che per i mesi invernali.

Nel corso degli anni Planet Sports ha aperto un totale di dodici negozi fisici e ha inaugurato con successo uno store online, attivo in diversi paesi europei. In questo modo l’azienda si inserisce nel canale del Cross border e-commerce, ovvero è in grado di presentare una piattaforma specifica per ogni nazione, tarata sui gusti, i trend e le specificità culturali dei diversi paesi. Così come succede nei punti vendita fisici di grandi firme multinazionali, la differenziazione non si limita soltanto a una patina superficiale, ma investe anche la stessa selezione di prodotti: in questo modo, ad esempio, sul sito tedesco saranno presenti determinati marchi che sul mercato italiano non riscuoterebbero lo stesso successo di vendite e viceversa. Ingredienti fondamentali per un e-commerce internazionale di successo sono, inoltre, un’approfondita conoscenza della legislazione locale in materia di commercio elettronico, diritti del consumatore, tasse di spedizione e dazi: sebbene si tratti di ingombranti ostacoli di natura burocratica, gli esempi precedentemente nominati dimostrano che non si tratta di difficoltà insormontabili.

Planet Sports ha studiato una politica di restituzione dei prodotti molto vantaggiosa per il cliente che non è contento del suo acquisto, seguendo in questo il rinomato colosso del fashion online, Zalando: entro un periodo di un mese, in caso di insoddisfazione, è possibile rispedire gli articoli al magazzino, assicurandosi il rimborso totale. Se da un lato un’offerta di questo genere non rappresenta di certo una scelta particolarmente sostenibile dal punto di vista ambientale, dall’altro di certo funge da ulteriore spinta motivazionale per convincere il consumatore indeciso a portare a termine la transazione. A simili strategie di marketing è in effetti difficile opporre resistenza!