Si moltiplicano gli atti vandalici di matrice fascista. L’ultimo vergognoso episodio ha riguardato la lapide a Torino in Largo Montebello. La targa che ricorda il sacrificio dei caduti partigiani è stata incendiata.
La denuncia del segretario regionale del Partito democratico Domenico Rossi, sottolinea l’ennesimo attacco di ”vigliacchi” contro chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà, colpendo i simboli della Resistenza proprio nel corso delle celebrazioni del 25 aprile.
“Un gesto inaccettabile che dimostra , ancora una volta , quanto sia attuale , vivo e fondamentale difendere ogni giorno i valori antifascisti sanciti dalla nostra Costituzione,” prosegue la nota dem, ribadendo come la risposta a questi atti intimidatori debba essere corale e immediata.
“Pensano di intimidirci – conclude Rossi – cancellando i nomi dei nostri partigiani , ma ottengono l’effetto contrario, spingendoci a fare ancor più rumore. Quella targa deve tornare al suo posto il prima possibile. Noi non arretreremo di un millimetro e di fronte a chi tenta di riscrivere o oltraggiare la storia”.
Certo questo 25 aprile con gli spari a Roma contro due militanti dell’Anpi, le provocazioni e atti vandalici , per non parlare dei raduni neri con i saluti romani a Dongo e Predappio ,con gli elogi al duce, la dice lunga su una destra che si rifiuta di dirsi antifascista e che in tv spesso ricorda come sia inutile parlare di una cosa morta 80 anni fa. Il fascismo ha molte facce che, oltre al lato nostalgico, ha ramificazioni importanti, come quella definita internazionale nera, tradizionalista e antieuropeista, che trova sostegno anche nell’America di Trump e nei deliri da setta religiosa del Maga, che viaggia abilmente sul web. Per fortuna tanti giovani vogliono vivere in libertà, come visto nel voto che ha messo fine alla autocrazia di Orban, tanto ammirata dalla nostra destra-destra. Una destra in cui vi sono forze che parlano di “fine dell’antifascismo”.





