Vandalizzata la lapide ai partigiani in Largo Montebello

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Si moltiplicano gli atti vandalici di matrice fascista. L’ultimo vergognoso episodio ha riguardato la lapide a Torino in Largo Montebello. La targa che ricorda il sacrificio dei caduti partigiani è stata incendiata.

La denuncia del segretario regionale del  Partito democratico Domenico Rossi,  sottolinea l’ennesimo attacco di ”vigliacchi” contro chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà, colpendo i simboli della Resistenza proprio nel corso delle celebrazioni del 25 aprile.

“Un gesto inaccettabile che dimostra , ancora una volta , quanto sia attuale , vivo e fondamentale difendere ogni giorno i valori antifascisti sanciti dalla nostra Costituzione,” prosegue la  nota dem, ribadendo  come la risposta a questi atti intimidatori debba essere corale e immediata.

“Pensano di intimidirci –  conclude  Rossi –  cancellando i nomi dei nostri partigiani , ma ottengono l’effetto contrario, spingendoci a fare ancor più rumore. Quella targa deve tornare al suo posto il prima possibile.  Noi non arretreremo di un millimetro e di fronte a chi tenta di riscrivere o oltraggiare la storia”.     

Certo questo 25 aprile con gli  spari a Roma contro due militanti dell’Anpi, le provocazioni e atti vandalici , per non parlare dei raduni neri con i saluti romani a Dongo e Predappio ,con gli elogi al duce,  la dice lunga su una destra che si rifiuta di dirsi antifascista e che in tv spesso ricorda come  sia inutile parlare di una cosa morta 80 anni fa. Il fascismo ha molte facce che, oltre al lato nostalgico, ha ramificazioni importanti, come quella definita internazionale nera, tradizionalista e antieuropeista, che trova sostegno anche nell’America di Trump e nei deliri da setta religiosa del Maga, che viaggia abilmente sul web. Per fortuna tanti giovani vogliono vivere in libertà, come visto nel voto che ha messo fine alla autocrazia di Orban, tanto ammirata dalla nostra destra-destra. Una destra in cui vi sono forze che parlano di “fine dell’antifascismo”. 

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