Non so se il signor Francesco Giubilei, onnipresente a reti unificate, referente non solo della Meloni ma della destra internazionale, quella che sponsorizzava Orban, sia mai stato in un centro accoglienza profughi.
Ho passato anni insegnando e condividendo le richieste e le speranze di tanti migranti, anche nelle questure in attesa di ottenere quel permesso , quel pezzo di carta che consente di lavorare, di uscire dalla marginalità. E’ la realtà di migliaia di persone in gran parte impegnate nella raccolta di frutta, ortaggi, verdura nel cuneese, specie intorno a Saluzzo, o nelle varie cascine con mucche, e in diverse altre attività.
Il governo di destra, che sulla linea dura verso i migranti (agitando lo spauracchio della sostituzione etnica e di una islamizzazione che potrebbe toglierci presepe e canzoni di Natale) sviluppa molto del suo consenso, ha lanciato un decreto sicurezza, palesemente incostituzionale. Un decreto cattivo, ingiusto, che comprende quell’emendamento con l’idea dei 615 euro per gli avvocati che convincano i rifugiati a tornare a casa (effettivo rimpatrio volontario), non a caso ridefinito anche come “apologia di infedele patrocinio”.
Un fatto che mette in discussione il diritto basilare del legale di difesa dell’assistito. Questo sopprimendo anche il gratuito patrocinio per chi ricorre contro le espulsioni. Un fatto davvero barbaro e discriminatorio, in quanto viene richiesta una dichiarazione dell’ambasciatore per dimostrare che il ricorrente non possieda redditi in patria. Cosa certamente non agevole per chi già vive grandi difficoltà. Un decreto sicurezza pessimo. “Un vero pasticcio istituzionale” è il commento di Elly Schlein, che, insieme a tutta l’opposizione, hanno acceso la protesta in parlamento contro il decreto difeso dal ministro Piantedosi, accerchiando i banchi del governo nell’aula della Camera.
“Il fallimento del Decreto Sicurezza è sotto gli occhi di tutti e l’ennesima forzatura della maggioranza, che alla Camera sta comprimendo tempi e spazi di confronto, certifica il fallimento democratico e politico del Governo Meloni. Un provvedimento che non porta nessun miglioramento alla sicurezza dei cittadini” è la critica del deputato dem Andrea Casu, che ribadisce la chiusura assoluta incontrata anche verso emendamenti assolutamente non ostruzionistici.
Paola Serracchiani, avvocato e vicepresidente dem, ha con pathos ricordato come sia intervenuto anche il Presidente Mattarella, richiamando il Governo al rispetto dei principi costituzionali: “ ma sono andati avanti lo stesso per non scontentare la Lega, per cercare di tenere insieme una maggioranza sempre più divisa” definendo il decreto “un obbrobrio giuridico che non sta in piedi che viola la Costituzione sulla quale non si arretra di un centimetro. Un caos di cui il Ministro Piantedosi è il principale responsabile”.
Clima peggiorato per i migranti
Le quotidiane code davanti gli uffici stranieri delle Questure parlano, con migliaia di persone che attendono mesi l’esito delle loro domande di asilo e protezione. Un quadro pesante che il governo di destra ha notevolmente peggiorato, non riuscendo a diminuire gli sbarchi, né di avviare i rimpatri, cui si aggiunge la costosissima e fallimentare operazione in Albania. Quei centri che “funzioneranno” diceva la nostra premier. Un quadro negativo e discriminatorio per gli stranieri, pur con diversi contesti a livello locale, che determina ritardi nei percorsi di istruzione, formazione che dovrebbero favorire i processi di integrazione fondamentali per trovare un lavoro dignitoso. Il nuovo disegno e l’approccio generale alla questione migranti, contro cui si è scatenata l’opposizione, contribuisce a spingere molti giovani rifugiati verso lo sfruttamento e la criminalità, mentre non si fermano le tragedie nel Mediterraneo. Memorabile in tal senso fu toccante il ricordo che portò a Lampedusa Papa Francesco a pregare per i migranti scomparsi nel luglio 2013.
Lo scontro in parlamento sul decreto sicurezza ha aperto l’ennesimo contenzioso tra governo e presidenza della repubblica su un decreto pasticciato e dalla discutibile urgenza su cui pesano diversi rilievi di incostituzionalità.
I numeri parlano e sui 146.850 ingressi previsti dal decreto flussi è significativo che siano stati riconosciuti solo 24.858 permessi di soggiorno.
Un titolo che consente di lavorare e vivere in piena regolarità. Si tratta di ritardi atavici che caratterizzano anche le richieste di asilo, di protezione che in diverse realtà è diventato un optional difficilmente ottenibile. Un’inefficienza di fatto voluta. Inoltre a volte, anche se si riesce ad ottenere un permesso semestrale, si rischia di trovarsi in breve tempo in una condizione irregolare a permesso scaduto. Un quadro pesante mentre si fanno i cortei su quella brutta parola chiamata remigrazione. Un sinonimo di esplusione , deportazione. Non vorremmo che la vicinanza a Trump della nuova destra destra si concentrasse sul modello della polizia di Trump, attiva contro i migranti e stranieri tristemente nota come ICE.
Anche aiutare e soccorrere i migranti è diventato rischioso. Oltre a tante persone solidali impegnate con i migranti , le ONG, protagoniste dei salvataggi ,sono da tempo nel mirino di chi intende porre limiti alla loro attività nel Mediterraneo, con il concreto rischio di multe e sviluppi penali. Un quadro che criminalizza non solo i migranti ma anche la solidarietà.





