Sparatoria e tre vittime mentre pregavano all’Islamic Center di San Diego in California. L’Ucoii condanna ogni violenza

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Ieri tre morti, domani chissà.

Anche l’Unione delle Comunità Islamiche Italia (UCOII) esprime il suo cordoglio e condanna per le tre vittime a seguito della sparatoria contro l’Islamic Center of San Diego (California), la più grande moschea della contea, dov’erano radunati in preghiera i fedeli per la Festa del Sacrificio (Ei del Adha).

 La polizia ha precisato come l’intervento di una delle vittime, la guardia di sicurezza della struttura  Amin Abdullah, abbia consentito l’evacuazione dei bambini della Al Rashid School , salvando numerose vite.

Nella sua nota l’Ucoii condanna con fermezza ogni forma di violenza e ogni atto terroristico. ovunque sia commesso e chiunque ne sia la vittima. Questo ricordando come il crescente clima di odio verso i musulmani non sia un’opinione e possa trasformarsi in attacchi reali e sangue.

Come quelli operati da due giovani californiani di 17 e 18 anni di San Diego che hanno sparato contro la moschea uccidendo tre persone. Nell’auto dei due adolescenti la polizia ha trovato una tanica di benzina, un adesivo delle SS naziste e messaggi inneggianti all’odio antimusulmano.  Temi di odio e violenza che trovano forza e spazio sul web.

I due adolescenti -precisa la nota Ucoii- non nascono con l’odio nel cuore, ma lo apprendono dalle parole, ormai  normalizzate ogni giorno nel dibattito pubblico, sui social, online.

Chiunque alimenti la narrativa dell’odio contro i musulmani deve assumersi la responsabilità, ricordando come anche in Italia i luoghi di culto islamici siano stati oggetto di decine di attacchi frutto dell’odio e dell’islamofobia che rappresenta un problema reale.

Il clima di odio e discriminazione produce conseguenze concrete anche  mortali.

Per reagire “è essenziale investire in istruzione e conoscenza come strumento di prevenzione. La pluralità, il dialogo e il rispetto reciproco sono le uniche armi efficaci contro l’estremismo e la perdita di vite umane, di qualsiasi credo siano le vittime”.

In questo quadro si inserisce quel prezioso dialogo interreligioso, particolarmente vivo  in Piemonte anche a livello istituzionale, portato avanti da tempo con tenacia da figure storiche della politica come Giampiero Leo e dal monaco buddista, docente di filosofia, Claudio Torrero (Dharmapala), fondatore di Interdependence.

In conclusione ricordiamo come in Italia vivono 5,3 milioni di cittadini stranieri in maggioranza cristiani, con 1,6 milioni di persone di fede musulmana (alcune stime arrivano a oltre 2 milioni). 

C’è preoccupazione per come la ricerca di facili consensi, in un clima di fatto già elettorale, stia accendendo pericolose criminalizzazioni (basta vedere i titoli di alcuni giornali della destra) che possono rappresentare  un veicolo di odio e violenza che trova facilmente benzina nei deliri del web.

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