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giovedì, 9 Aprile 2020

Rosso resta in carcere. L’avvocato Piazzese: “Non esistono elementi che dimostrino collegamento con la ‘Ndrangheta”

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Resta in carcere Roberto Rosso, l’ex assessore del Piemonte ed ex consigliere comunale a Torino arrestato il 20 dicembre con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso.
Commenta legale di Rosso, Giorgio Piazzese, dopo la conferma della decisione del Tribunale del Riesame. «Rispetto ma non condivido la decisione del Tribunale del Riesame di conferma della custodia in carcere. Non sussiste alcuna esigenza cautelare perché non vi è agli atti alcun elemento che dimostri un collegamento né in allora né tantomeno oggi con la criminalità organizzata. In trent’anni di attività politica Roberto Rosso non ha mai avuto nulla a che fare con la criminalità organizzata. La tesi della procura è che Rosso sia ricattabile in quanto non avrebbe confessato. Rosso ha reso interrogatorio in cui ha ricostruito tutti i passaggi della vicenda e ha collaborato con i Pubblici Ministeri. Non può certo confessare un reato che ha la consapevolezza di non aver commesso».

«Rosso era totalmente ignaro del fatto che gli altri indagati potessero essere collegabili alla criminalità – continua Piazzese – e se lo avesse anche soltanto immaginato, avrebbe certamente evitato qualsiasi rapporto con loro. Aspetto di leggere le motivazioni che il collegio si è riservato di depositare per valutare l’eventualità di un ricorso in cassazione».

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