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lunedì, 20 Aprile 2026

Ristorazione scolastica, Camst ricorre al Tar contro gara al massimo ribasso

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Ha presentato ricorso al Tar del Piemonte Camst, la società che fino allo scorso anno gestiva il sistema di ristorazione scolastica torinese e uscita sconfitta dal nuovo bando per l’anno 2018/2019.
Camst aveva già espresso i suoi dubbi sul bando al massimo ribasso, tanto che la cifra per pasto è in media di 3,99 euro per tutti i lotti assegnati. E ora la decisione di ricorrere al Tar per cinque lotti.
«L’analisi della documentazione – spiegano i vertici di Camst – per quanto complicata dalla scarsa trasparenza dell’amministrazione che non ha reso accessibile tutti i documenti di gara (e su cui è tuttora pendente un ricorso specifico), ha rivelato profili di anomalia non riscontrati dalla verifica superficiale del Comune».
In particolare a preoccupare è il futuro dei lavoratori delle mense scolastiche: «Le aziende aggiudicatarie hanno previsto esuberi quantificabili in decine di unità, al contrario di quanto Camst e le imprese associate in RTI avrebbero garantito, salvaguardando la piena occupazione».
A cui si aggiungono i dubbi sulla qualità del cibo fornito «compromessa dal costo delle derrate equivalente a meno di un quarto di quello attuale ed è molto lontano dai valori medi dei prodotti acquistabili sul mercato».

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