I revisori integrano per la terza volta il proprio parere sul primo rendiconto di Appendino, dopo essersi già espressi sul tema in altre due occasioni, come documentato da Nuovasocietà nelle scorse settimane (leggi il primo parere e il secondo parere).
Dopo numerosi alti e bassi non trova pace il rapporto tra amministrazione grillina e collegio di controllo. Ora, a poche ore dal dibattito, arriva un nuovo documento richiesto dalla commissione a cui i revisori hanno preso parte il 21 giugno scorso. E sono di nuovo tuoni.
Se, da un lato, nel documento si dà atto che il conteggio delle lettere di patronage per Fct e TRM non disturbano più di tanto (il parametro di incidenza delle garanzie sale al 6,79 con un massimo consentito del 10%), diverso è il caso dei debiti fuori bilancio di Ream. I Revisori rimandano alla loro relazione e stigmatizzano le risposte mai arrivate dalla Giunta Appendino.
I revisori inoltre prendono atto delle “passività potenziali verso GTT e Infrato” descritte dalla Corte dei Conti che ha smentito i revisori stessi e l’amministrazione sul punto (non sono qualificate come debiti fuori bilancio), ma nello stesso tempo stigmatizzano l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione che, non avendo affrontato la “questione interpretativa ed operativa”, ha generato una situazione con “caratteristiche di deficitarietà gestionale”.
Da ultimo si fermano a 4 (per ora) i parametri di deficitarietà strutturale del Consuntivo Appendino. La corte dei Conti aveva appena premiato il Sindaco uscente Fassino per averli ricondotti a 2 su 10. Ma in 7 mesi Rolando è riuscito a farli precipitare a 4 su 10.
Insomma, dopo mesi di richiami e appelli, i Revisori vogliono sapere che cosa farà Rolando, ora che non può più nascondersi dietro, nell’ordine: l’audit, i revisori, la corte dei conti. Adesso Rolando deve iniziare a fare l’Assessore al bilancio, sul serio. Il tempo delle scuse è finito.





