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martedì, 27 Ottobre 2020

Processo Piazza San Carlo, opposizione presenta mozione: “La Città di Torino parte civile”

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

A poche settimane dall’udienza preliminare sui tragici fatti di Piazza San Carlo, il Partito Democratico insieme ai Moderati, “Lista Civica per Torino” e “Torino in Comune” all’opposizione in Sala Rossa, presenta una mozione per la costituzione di parte civile della Città di Torino.
Per il ferimento di oltre 1500 persone, durante la proiezione, il 3 giugno 2017, della finale Champions League Juventus-Real Madrid, in cui perse la vita, dopo 15 giorni di coma, Erika Pioletti, sono quindici le persone indagate. Tra di loro la sindaca di Torino Chiara Appendino, il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana e l’ex questore di Torino Angelo Sanna. Per i titolari dell’inchiesta, i pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo sono diversi i capi d’accusa: lesioni, omicidio e disastro colposi.
Come detto manca poco al 23 ottobre, giorno in cui Appendino e gli altri indagati si presenteranno davanti al giudice per l’udienza preliminare che si terrà nell’aula bunker del carcere “Lorusso-Cutugno”, nel quartiere Vallette.
Quello che l’opposizione chiede con la mozione è che la Città di Torino si costituisca parte civile per tutelarsi rispetto ai danni che ha subito in termini di cittadini feriti, di risarcimenti ai famigliari della vittima e delle persone coinvolte, di immagine. Si legge nella mozione: «Il dramma del 3 giugno ha coinvolto e ferito profondamente la Città. Una tragedia che direttamente toccato moltissime famiglie torinesi e che ha generato un shock generale piuttosto evidente sia presso la comunità torinese sia ben al di là dei confini cittadini. Stante la gravità e la rilevanza dell’evento e considerata la risonanza mediatica che tale evento ha avuto a livello nazionale e internazionale, Torino ha subito un enorme e innegabile calo reputazionale soprattutto per quello che riguarda la capacità e l’affidabilità della Città nell’organizzare eventi». Secondo la mozione la sindaca e giunta devono attivarsi«affinché la Città di Torino, attraverso specifico mandato all’Avvocatura, anche attraverso la nomina di un curatore speciale, si costituisca parte civile contro gli imputati che verranno ritenuti responsabili dei reati ascritti, al fine di richiedere i danni morali, materiali, di immagine e di reputazione subiti dalla Città a seguito degli eventi»
«Quanto accaduto in piazza quella sera durante la finale di Champions League – spiegano i quattro capigruppo firmatari della mozione, Stefano Lo Russo, Silvio Magliano, Francesco Tresso ed Eleonora Artesio – costata la vita a Erika Pioletti e il ferimento di oltre 1500 persone è stata una ferita profonda per la Città. A prescindere da quello che sarà l’esito processuale abbiamo ritenuto utile che la città si cauteli in quanto istituzione. Non vogliamo entrare nel merito delle responsabilità ma non vogliamo che a rimetterci sia la collettività dei torinesi».
Una mozione che però, come era ipotizzabile, ha fatto storcere il naso alla maggioranza e che è pronta a respingerla.

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