“Non ti dimentichiamo”: il 22 giugno sit-in per Emanuela Orlandi in Piazza Risorgimento. Il fratello Pietro: “la verità uscirà fuori!”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

22 giugno. A 43 anni dalla sparizione di Emanuela Orlandi , il fratello Pietro Orlandi organizza il consueto sit- in per ricordare la sorella Emanuela. L’appuntamento è in Piazza del Risorgimento Roma alle 18.30 di lunedì

 Un momento chiave per ribadire e tenere viva, dopo tanti anni, la richiesta di verità e giustizia su uno dei casi più complessi del ‘900 , che continua ad accendere polemiche, interrogativi e speranze ,in un intreccio di piste de ipotesi, tra immancabili depistaggi.

 Sono tre le inchieste aperte sul caso, a inizio 2024, in Procura, in Vaticano e quella a cura della Commissione d’inchiesta bicamerale. Per i quaranta commissari, nonostante i tanti e significativi approfondimenti, con l’audizione di oltre un centinaio di  testimonianze, in 90 sedute, appare ancora lontana una soluzione, tra secretazioni, silenzi e una miriade di ipotesi, dietro il dramma di una quindicenne sparita nel nulla dopo una lezione di musica nell’Accdemia Tommaso ll’interno della basilica di  Ludovico da VIctoria in piazza  Sant’Apollinaire

  La richiesta di verità non si ferma per Emanuela e per Mirella Gregori , l’altra quindicenne sparita il 7 maggio 1983.

 Orlandi ha ribadito la necessità di ripartire dai primi fatti “realmente” accaduti, da quella prima telefonata dei presunti sequestratori, smentendo piste che continuano a riemergere come quella detta “cinematografica”, ovvero quegli intrighi legati all’ adescamento di giovanissime per avviarle al cinema hard o quei “B movie”, di moda in quegli anni. Ricordiamo come   la commissione d’inchiesta abbia categoricamente smentito, in una sua recente relazione, che i casi Orlandi Gregori possano rientrare  in quella che viene definita “tratta delle bianche”:

Sul discorso cinemetografico è da ricordare uno strano film, prodotto e girato in Turchia, sul caso Orlandi “Liberate Emanuela” (Gizii Kuvvert) tre mesi dopo il sequestro. La cosa strana è che di questo film siano state fatte sparire tutte le pellicole, rubando anche la copia presente negli uffici della Gaumont  storica casa di produzione cinematografica.  Il mistero continua anche se la volontà di arrivare a una verità non è per nulla persa.  Se si pensa che nel 2015 il caso era stato archiviato e proprio la spinta di verità abbia dato la forza per riaprire una vicenda in cui è stata sempre presente la mano dei servizi e l’ombra del Vaticano,  in uno dei periodi più torbidi a livello internazionale.

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