di Andrea Doi
Nessun passo indietro. I passi si fanno in avanti. Il messaggio che arriva dal palco della Gam dal neo eletto segratario del Partito Democratico metropolitano di Torino Mimmo Carretta è diretto a chi, all’interno del suo partito, nei giorni scorsi ha ipotizzato un’alleanza per le future elezioni amministrative anche con il centrodestra. Una sorta di Castellani bis, come è stato definito, riportando alla mente il fronte che lo portò ad diventare sindaco nel 1993.
Carretta però rispedisce al mittente, quest’idea. «Per Torino non siamo interessati a portare avanti alleanze sul modello di 20 anni fa», tuona il segretario Pd.
E non mancano certo le tiratine d’orecchie ai suoi, nel discorso di Carretta.
«Il percorso unitario si presenta più solido che mai e non saranno le pretese di qualcuno a interromperlo» dice e aggiunge «C’è la necessità di tornare a parlare con i nostri militanti, con chi si è sentito tradito dal nostro percorso. Bisogna tornare al senso di comunità».
Tocca al Partito Democratico, secondo Carretta «la responsabilità di costruire un nuovo e rinnovato centrosinistra che deve muoversi nei confini che caratterizzano la nostra storia».
Poi come detto la chiusura ad ogni tipo di alleanza a Torino che non arrivi da sinistra. «Esistono premesse per costruire non facendo passi indietro, ma in avanti. La priorità è convincere che il nostro partito non ha smarrito la strada, ma delle idee su cui costruire la nostra identità: quella di un partito riformista, sapendo che in una squadra l’io va sostituito dal noi».





