Ieri in Consiglio Comunale ho assistito incredulo e divertito alla metamorfosi dei consiglieri Cinque Stelle da movimento espressione degli (ed interessato agli) interessi della gente a membri della casta politica attenti a conservare il posto cercando nel contempo di non scontentare troppo i propri elettori.
In rapida successione i 24 consiglieri Cinque Stelle hanno, con voto unanime come sempre (il pensiero unico è una caratteristica dei consiglieri Cinque Stelle):
1) revocato la mozione approvata (sempre con il voto di 24 consiglieri su 24) solo tre mesi fa con cui avevano impegnato la Giunta a non utilizzare più i proventi derivanti da oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente; ora, in contrasto anche con quanto richiesto dalla Corte dei Conti, questo limite non ci sarà più;
2) votato una mozione con cui chiedono alla Giunta di addivenire alla trasformazione di SMAT da S.p.A. a società consortile cosicchè non vi siano utili da distribuire e nel contempo autorizzano la Giunta a richiedere a SMAT la distribuzione del dividendo 2016; in questo modo con una sola delibera i consiglieri Cinque Stelle provano a lavarsi la coscienza e a portare soldi alle casse del Comune; peccato, ma questo non lo si deve dire, che per la trasformazione di SMAT in società consortile occorra il consenso degli altri soci di SMAT che ovviamente non sono stati interpellati;
3) approvato un ordine del giorno che è un “inno all’aria fritta” con cui, per far fronte ai problemi della povertà che colpisce molti cittadini di Torino, si chiede alla sindaca di sollecitare il Governo Nazionale perché porti all’attenzione del Parlamento i disegni di legge sul reddito di cittadinanza; i poveri e senzatetto applaudono riconoscenti.
Una domanda sorge spontanea dopo la giornata di ieri: i consiglieri Cinque Stelle si rendono conto che stanno abusando dell’intelligenza e della pazienza dei cittadini di Torino?
Scritto da Alberto Morano, consigliere comunale di Torino “Lista Morano”





