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mercoledì, 22 Aprile 2026

Morto Gabetti, il braccio destro di Gianni Agnelli

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

A 94 anni è morto Gianluigi Gabetti, braccio destro dell’avvocato Giovanni Agnelli che aveva conosciuto nel 1971 a New York.

Laureato in Legge nell’Università di Torino, Gabetti inizia a lavorare alla Banca Commerciale Italiana dove diventa vice direttore.

Lasciata la Commerciale Passa poi alla Olivetti e diventa presidente della Olivetti Corporation of America. Come detto negli Stati Uniti conosce l’avvocato Agnelli che gli propone di diventare direttore generale dell’Ifi, la finanziaria della famiglia.

Dell’Ifi diventa anche amministratore delegato nel marzo 1972. È vicepresidente della Fiat dal novembre 1993 al giugno 1999. Negli anni all’Ifi e all’Ifint Gabetti è il regista di operazioni di grande rilevanza. Con Cuccia, nel dicembre del ’76 conclude l’accordo che porta i libici della Libyan Arab Foreign Investment Co (Lafico) a sottoscrivere un aumento di capitale della Fiat.

Nel settembre 1986, riacquista tramite Ifil, 90 milioni di azioni Fiat ordinarie dalla Lafico, con un esborso di circa 1 miliardo di dollari, portando a poco meno del 40% la partecipazione di Gruppo al capitale ordinario Fiat. A metà degli anni ’90 Gabetti lascia l’Italia per dedicarsi a investimenti internazionali attraverso l’Exor (ex Ifint) con sede a Ginevra.

Lasciate le cariche per limiti di età e ritiratosi a Ginevra nel 1999, rientra dopo poco a Torino a causa della malattia dell’avvocato Agnelli per essergli vicino e aiutare la famiglia nella logistica delle cure in Italia e all’estero.

Quando Umberto Agnelli diventa presidente della Fiat chiede a Gabetti di tornare in servizio affidandogli la presidenza dell’Ifil. Gabetti si occupa del riassetto del Gruppo nel 2003 e dell’aumento di capitale a cascata di Ga, Ifi, Ifil e Fiat.

Nel 2004 muore Umberto Agnelli e Gabetti diventa presidente della Giovanni Agnelli e C. Sapaz, presidente dell’Ifi e dell’Ifil diventando il punto di riferimento della famiglia. Quando Morchio si propone per diventare presidente di Fiat, in un week-end Gabetti, dopo un consulto con le sorelle dell’Avvocato e la famiglia Agnelli, trova la soluzione per il vertice della Fiat: Luca Cordero di Montezemolo presidente.

Poche ore dopo, John Elkann incontra a Ginevra Sergio Marchionne (all’epoca ad di Sgs) e gli propone di diventare ad: il 1 giugno Sergio Marchionne diventa amministratore delegato della Fiat.

Nel 2005 dà mandato all’avvocato Franzo Grande Stevens di studiare una soluzione che permetta alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo sulla Fiat.

Viene approfondita quella della conversione in azioni dell’equity swap sottoscritto nella primavera del 2005 da Exor, quanto il valore dei titoli Fiat aveva raggiunto valori particolarmente bassi (sotto il valore nominale, pari a 5euro). Nell’aprile del 2007 John Elkann, l’erede designato dall’Avvocato, gli succede alla presidenza dell’Ifi.

Gianluigi Gabetti si è spento a Milano, dov’era ricoverato al San Raffaele. I funerali si svolgeranno in forma privata, mentre la messa di trigesima sarà pubblica e si svolgerà presso nella chiesa della Consolata di Torino.

 

foto da avvocato.giovanniagnelli.it

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