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domenica, 21 Luglio 2024

Morano: “I conti non mi tornano. I debiti mi sembrano 33 e non 75 milioni. “Sindaca Appendino dov’era in questi anni?”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

«A prescindere dai debiti fuori bilancio del Comune di Torino, alla vicenda Sitaf, ai debiti di Infra.To per rate di mutuo non pagate di cui risponde il Comune di Torino, ai problemi di GTT di cui in parte risponde il Comune di Torino mi sembra ragionevole votare no», il consigliere Alberto Morano così motiva, dai banchi dell’opposizione, il suo voto alla proposta di variazione e assestamento di Bilancio. Con la consueta meticolosità argomentativa ha dettagliato sulle varie componenti di un debito che ammonta a 30.900.000 euro. Rivolgendosi ai consiglieri pentastellati, cui già in precedenza ha ricordato possibili responsabilità personali, ha precisato: «Se ragionassero con la loro testa invece di ubbidire ciecamente alle istruzione del Capo di Gabinetto, che suggerisce senza assumere responsabilità, anche loro dovrebbero votare no».
Morano, preceduto dal Consigliere di Forza Italia Osvaldo Napoli che ha ringraziato per la solidarietà espressa da tutto il Consiglio Comunale sulla aggressione da lui subita a Roma, ha ricordato in chiave polemica le promesse dalla campagna elettorale della sindaca: meno centri commerciali, abbattimento del Sistema Torino, rivalutazione delle periferie, sgombero del Moi con più sicurezza per i torinesi.
«Nulla di tutto questo è stato fatto e lei è entrata in pieno diritto a far parte del Sistema Torino dal luglio 2016 quando con una delibera sbagliata e inutile ha ha dato in pegno la totalità delle azioni Iren e Intesa San Paolo». Morano sottolinea come «tutti i vertici che contano in città siano rimasti serenamente al loro posto con la sola eccezione dell’Asproni (ex presidente della Fondazione Torino Musei)». Sugli altri impegni il notaio consigliere vede le periferie dimenticate «fatto salva la querelle sul mercato di libero scambio» e sul Moi «abbiamo sentito solo promesse ma per il momento nulla è successo».
Morano come esempio di cattiva gestione delle risorse pubbliche solleva anche la questione dei contratti imbarazzanti «regalati agli imprenditori» riguardanti noti locali come il Cacao e lo Chalet al Valentino.
Nell’incalzare delle accuse Morano ricorda anche la questione multe: «Non potendo più aumentare la pressione fiscale avete aumentato le multe portando all’esasperazione i cittadini».
“Paradigma vittimario” In questo modo il consigliere ha sintetizzato l’alibi del debito lasciato dalla vecchia Giunta come giustificazione di quelle che definisce scellerate scelte gestionali. «Certo il precedente bilancio aveva delle criticità ma – chiamando in causa il sindaco Appendino – se ben ricordo, a meno che non fosse la sua sorella gemella, sedeva in questo consiglio all’opposizione era Vice Presidente della Commissione Bilancio e, voglio essere benigno, quando venivano esaminati e approvati i bilanci della Città, dormiva». E aggiunge: «Come fa a scoprire solo oggi i debiti fuori bilancio. Per cinque anni non si è accorta di nulla».
Morano richiamando la sindaca alle sue responsabilità politiche in questo assestamento di bilancio caratterizzato da scelte che aggettiva come scellerate: «penso all’utilizzo degli oneri di urbanizzazione in parte corrente, al finanziamento della cultura in conto capitale e all’utilizzo delle multe». Poi chiama in causa l’assessore al Bilancio Rolando chiedendo se l’assestamento sia basato sul principio della competenza o su quello di cassa. Colpisce la battuta con cui Morano manifesta umana compassione nei confronti del “povero” assessore al Bilancio: «chiamato a cercare di far quadrare bugie, velleitarismi, incapacità amministrativa manco avesse la bacchetta magica».
Sottolineando l’approccio più prudente dell’assessore al Bilancio, nel suo lungo intervento Morano ha chiesto al Sindaco (assente in Consiglio) il perché abbia parlato in più occasioni, ma non riferendo in Consiglio, di 75 milioni di disallineamenti. «A me i conti non tornano e i disallineamenti sembrano essere di circa 33 milioni».

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