Il malcostume politico emerso sino ad oggi nel congresso del Pd di Torino e provincia è noto a tutti e sotto gli occhi di tutti. Circoli come votifici di massa, pacchi di tessere che spuntano come funghi, confronto politico limitato a pochi intimi, trasformismi di ogni sorta e casi di autentico malcostume durante il voto alle varie mozioni. Adesso, però, i Ponzio Pilato devono piantarla. Il malcostume e lo squallore emersi nel Pd torinese, per non parlare di altre province piemontesi come quella di Asti, devono essere affrontati alla luce del sole.
I congressi saranno, alla fine, forse anche formalmente corretti, ma il malcostume non lo si cancella voltandosi dall’altra parte o negando la realtà. Il futuro segretario provinciale, se dovesse essere il renziano Morri, non potrà fingere che tutto va bene madama la marchesa. Chi copre il malcostume politico o non lo denuncia rischia di diventare complice di quel malcostume. Ecco perché su questo tema adesso il Pd deve ridiventare credibile affrontando le cause specifiche di questo squallore a viso aperto. In tutti i circoli e nella segreteria provinciale.





