Questa volta hanno scelto le strade del quartiere Santa Rita. Per il secondo sabato consecutivo le Mascherine tricolori hanno protestato a Torino. Nel capoluogo piemontese come in altre centinaia di città italiane.
Nessuno striscione di partito o appartenenza politica: solo una mascherina tricolore in volto. Circa cento persone sono rimaste immobili e hanno ascoltato in silenzio, in stile sentinelle in piedi, l’oratore che leggeva un comunicato in cui venivano spiegati i motivi della protesta: “Stiamo fallendo tutti. fuori i soldi!”, dicono dalla “protesta pacifica ma determinata”.
I manifestanti rispettano le norme di sicurezza imposte dell’emergenza Coronavirus, stando a una distanza di almeno due metri.
“La colpa dell’emergenza sanitaria non è dei cittadini”, continua il testo, riferendosi alle politiche degli ultimi trent’anni che “hanno tagliato le spese sanitarie, chiuso ospedali e ridotto i posti in terapia intensiva”.
Poi ancora contro i provvedimenti presi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che prometteva una “potenza di fuoco” ma “la maggior parte degli italiani non ha visto un euro”. E ancora, “il decreto di Aprile sta diventando di metà Maggio, alle imprese è stato detto di andare in banca e fare nuovi debiti ma noi pretendiamo che il governo metta sul piatto dei soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato”.
Si arriva al tema tasse e “bisogna attuare una pace fiscale e bloccare le cartelle Equitalia”; e ancora, “è inaccettabile che ci siano lavoratori che aspettano ancora i soldi della cassa integrazione in deroga”. Niente “bonus per le famiglie e il fantomatico reddito di emergenza per disoccupati”. Molti autonomi, dice il comunicato, aspettano ancora il bonus Inps di Aprile, continuando di questo passo, “la povertà causata dalla crisi economica potrebbe fare più vittime dell’epidemia”.
Le Mascherine Tricolori se la prendono con le multe, “quelle si elargite con grande velocità verso chi manifesta il dissenso”; e si chiedono: “perché punire il dissenso se si rispettano le distanze di sicurezza e si indossano le mascherine di sicurezza rispettando le norme anti assembramento?
La volontà della protesta è quella di “sapere quale sarà nostro futuro, se esiste un’idea di come sarà impostata la ripresa economica, e le regole per le attività più a rischio come bar e ristoranti per tornare a vivere, o come il turismo che rischia di scomparire”
Infine “voi avete deciso che l’Italia deve fallire”, tuonano le mascherine tricolori, “che l’Italia deve uscire in ginocchio da questa crisi. Qualcuno vuole milioni di disoccupati e milioni di imprenditori falliti, milioni di famiglie alla fame. Noi non lo consentiremo, la parola deve tornare al popolo, questo governo deve andare a casa! Nonostante la repressione e i divieti, noi manifesteremo. È un nostro diritto, ma soprattutto è un nostro dovere. Ribellarsi oggi significa amare la nostra Nazione. Perché la mascherina non è un bavaglio.
La lettura termina con “viva la libertà! Viva l’Italia!
Un applauso finale, i manifestanti “hanno rotto le righe” e in silenzio sono andati via.





