L’analisi tecnica della seduta che ha archiviato il mese racconta un mercato che ha cambiato metro di giudizio: premia chi monetizza l’intelligenza artificiale e castiga chi si limita a usarla. Intanto i petroliferi incassano i profitti più alti dal 2022 e a Piazza Affari Eni raddoppia l’utile trimestrale.
L’ultima seduta di luglio ha chiuso in rialzo i tre principali indici americani, con l’S&P 500 a più 0,7%, il Nasdaq a più 1,0% e il Dow Jones a più 0,53%, quarto mese consecutivo positivo per quest’ultimo. Ma il dato che conta non è il livello degli indici, è la loro composizione interna. Perché nella stessa giornata, dentro lo stesso comparto e sullo stesso tema di fondo, due società hanno preso strade opposte.
Le azioni Amazon hanno guadagnato il 15,32% dopo una trimestrale con ricavi a 200,6 miliardi di dollari e la divisione cloud in crescita del 37% a 42,2 miliardi, il ritmo più rapido dal 2021. Per il 2026 la società ha indicato investimenti verso i 220 miliardi, quasi interamente in infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Le azioni Apple, nello stesso giorno, hanno perso il 7,35% pur avendo superato le stime sulle metriche principali, con l’iPhone in crescita del 22%: a punirle sono stati i servizi, 30,74 miliardi contro i 31,22 attesi, e soprattutto la Cina, 18,8 contro 19,6 miliardi.
La selezione è tornata, ed è una buona notizia
Il messaggio è netto: in questa fase il mercato paga la monetizzazione dell’intelligenza artificiale e punisce chi ne è soltanto utilizzatore. Lo si vede bene guardando la dispersione della giornata. Roblox è affondata del 26,85% dopo aver ritirato la guidance annuale e mancato le stime sugli utenti, Reddit ha ceduto il 21%. Sul lato opposto Alphabet ha guadagnato il 6,7%, Microsoft il 3,02%, Meta il 3,28%.
Chi ha portato i numeri è salito, chi non li ha portati è stato punito. Dopo mesi in cui il comparto tecnologico saliva compatto, con tutte le società trascinate dallo stesso tema a prescindere dai bilanci, è un ritorno alla normalità che vale più di qualunque rialzo generalizzato. Per chi opera con un orizzonte di qualche settimana, quello che si definisce swing trading, cambia il mestiere, perché la gestione del rischio torna a essere selezione del singolo nome, oltre che dimensionamento del settore.
Energia: profitti da record e il ritorno del tema extra-profitti
La notizia societaria più pesante della giornata è arrivata però dai colossi petroliferi. ExxonMobil ha riportato un utile trimestrale di 14,5 miliardi di dollari, più che raddoppiato sull’anno e il migliore dal 2022, circa 160 milioni al giorno. Chevron ha quadruplicato a 12,1 miliardi dai 2,5 di dodici mesi prima, Shell ha superato i 10 miliardi. Il motore è il greggio, salito di oltre il 40% da inizio anno fra le tensioni geopolitiche e i timori sulle forniture. A Washington sono tornate puntuali le proposte di tassazione degli extra-profitti, ed è un rischio regolatorio da tenere d’occhio sull’intero comparto.
C’è però un dettaglio tecnico che i titoli dei giornali non raccontano: nel giorno del suo massimo utile dal 2022, le azioni Exxon hanno perso lo 0,97%. Quando la notizia migliore possibile non riesce a muovere il prezzo nella direzione giusta, di solito significa che era già scontata nelle quotazioni. È il tipo di segnale che si legge nella price action, non nei comunicati.
Il fronte italiano: Eni raddoppia, Intesa Sanpaolo da record
La borsa italiana ha chiuso in sostanziale parità, ma con storie societarie di peso. Le azioni Eni hanno riportato un utile netto trimestrale raddoppiato a 2,3 miliardi di euro, accompagnato da un riacquisto di azioni proprie da 3,4 miliardi e da un dividendo di 1,10 euro con possibile cedola straordinaria a ottobre. Le azioni Enel hanno confermato una semestrale robusta, con margine operativo lordo a 11,8 miliardi, utile ordinario a 3,93 miliardi e guidance mantenuta.
Il riferimento del settore bancario resta però Intesa Sanpaolo, che due giorni prima aveva chiuso il miglior semestre della propria storia con 5,6 miliardi di utile e la guidance 2026 alzata sopra i dieci miliardi. Le banche italiane sono, in questa fase, il comparto in cui gli indicatori di breve, medio e lungo periodo raccontano la stessa storia, una condizione più rara di quanto si pensi. La settimana che si apre porta i conti di Banco BPM e BPER.
Il dato che quasi nessuno guarda: due ETF emergenti non sono la stessa cosa
Fra le pieghe di questa fase c’è un caso che merita attenzione, perché riguarda cosa si compra davvero quando si compra un paniere. I semiconduttori coreani corrono da settimane, trainati da Samsung Electronics e SK Hynix, e sono loro ad aver spinto l’indice di Seul. Chi volesse esporsi a quel movimento attraverso un ETF sui mercati emergenti scoprirebbe però che i panieri non sono affatto intercambiabili.
Nell’ETF costruito sull’indice MSCI dei mercati emergenti, Samsung Electronics pesa il 5,27% e SK Hynix il 3,98%: insieme oltre il 9% del fondo, seconda e terza posizione assoluta, con dati aggiornati al 30 luglio 2026. Negli ETF che seguono gli indici FTSE e S&P, invece, di società coreane non ce n’è nemmeno una fra le prime venticinque, perché quei due fornitori classificano la Corea del Sud come mercato sviluppato e la lasciano fuori dal paniere emergente. Due prodotti con la stessa etichetta in copertina, due contenuti diversi.
SPY e QQQ: sei punti di distanza fra due panieri della stessa borsa
Lo stesso principio spiega la fotografia più interessante del momento sul mercato americano. L’ETF sull’S&P 500 viaggia l’1,76% sotto il proprio record storico; quello sul Nasdaq 100 ne sta l’8,10% sotto. Sei punti percentuali di differenza fra due strumenti che seguono entrambi Wall Street.
La ragione è nella composizione. Il paniere sul Nasdaq ha il 50,54% in tecnologia e appena lo 0,24% in società finanziarie; quello sull’S&P 500 ha il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari. In un mese in cui il comparto tecnologico americano ha perso il 5,53% e i finanziari sono stati l’unico settore in regime favorevole, quella differenza di pesi è diventata una differenza di sei punti dal massimo storico. La scelta dell’indice da seguire, in altre parole, vale quanto la scelta del momento in cui entrare. Il confronto completo, con i livelli operativi di entrambi, è nell’analisi tecnica della seduta pubblicata.
Cosa guardare nei prossimi giorni
La settimana che comincia è la più affollata del calendario: riportano i conti 48 società fra quelle che seguiamo. Si parte lunedì con Leonardo, Palantir e Berkshire Hathaway; martedì tocca a Bayer, Booking, Arista Networks, Caterpillar, Merck e Toyota; mercoledì a Banco BPM, BPER, Infineon, MercadoLibre e Shopify; giovedì ad Airbnb, ConocoPhillips e Petrobras.
Su questo fronte vale la pena ricordare una misura che va contro l’intuizione comune. Entrare su un titolo con un segnale tecnico già attivo prima della pubblicazione dei conti rende, in media, quanto entrare senza: la differenza è nell’ordine di un decimo di punto percentuale. Quello che cambia radicalmente è la dispersione dei risultati, che raddoppia. Gli utili, in altre parole, non spostano il risultato atteso: allargano la forbice fra il caso migliore e quello peggiore. Per questo non dovrebbero essere una ragione per entrare né un motivo per stare fuori, ma un elemento che modifica la dimensione della posizione. Come sempre, i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Il quadro completo della settimana appena chiusa, con la rotazione settoriale e la posizione su ciascuno strumento, è nel report settimanale sui mercati.
Tutte le analisi sono pubblicate su AiTrading67.
Aitrading67.com
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informative e formative e riflettono l’opinione personale e l’analisi tecnica dell’autore. Non costituiscono consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata. L’investimento in strumenti finanziari comporta rischi elevati e può determinare perdite anche significative del capitale. Ogni decisione operativa resta di esclusiva responsabilità del lettore.





