-1.1 C
Torino
venerdì, 27 Gennaio 2023

Lubatti esagera: “Ogni anno si muore di Cannabis”. Sui social scoppia la polemica

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di A.D.

Una “chiusa” della querelle potrebbe essere quella di Enzo Lavolta, che risponde al collega in chiamparinese “Esageruma nen”. Di certo il post Facebook dell’ex assessore dei Trasporti del Comune di Torino Claudio Lubatti, oggi consigliere del Partito Democratico, non è passato inosservato, in questo noioso sabato di febbraio.
Non tanto per le sue posizioni sulla Cannabis (ognuno può pensarla come vuole), ma per la sua affermazione: “Di Cannabis muore ogni anno un sacco di gente e tantissimi ragazzi tra i 13 e i 20 anni rimangono irrimediabilmente danneggiati”.
Questa è il succo della risposta che Lubatti da al giornalista e scrittore Roberto Saviano, che dopo il dramma di Lavagna, dove una ragazzo si è suicidato durante una perquisizione voluta dalla madre preoccupata che fumasse degli spinelli, si era detto a favore della legalizzazione. Strumento per sconfiggere le narcomafie.
Lubatti, con il suo post, parrebbe ben lontano dalle posizioni di Saviano, ma anche da quelle dei suoi compagni di partito che da tempo sono per la legalizzazione (anche se anche lui ammette che non è sbagliato togliere il controllo delle droghe alle mafie) .

Da quanto si legge nel post è più vicino alle teorie di Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri, accaniti sostenitori del proibizionismo.
Scrive l’esponente del Partito Democratico:
«Mi tocca davvero prendere le distanze da Saviano perché di Cannabis muore ogni anno un sacco di gente e tantissimi ragazzi tra i 13 e i 20 anni rimangono irrimediabilmente danneggiati. E purtroppo ne conosco e ne ho conosciuti molti di persona, più di quanti ne conosca direttamente per il fumo (dove inquinamento dell’aria ed elettromagnetico sono spesso delle con cause). È giusto togliere il controllo delle droghe alle mafie, ma è sbagliato, specie in un momento storico in cui c’è una diffusione enorme tra i giovanissimi, fingere che le canne non facciano male. Comunque l’alcool è vietato ai minori poi che lo vendano anche ai poppanti è un altro discorso».
Mentre in molti rispondono al post con dati che dimostrano che nessuno è mai morto per Cannabis, domandando a Lubatti di pubblicare quelli che sostengono il contrario, il Radicale Silvio Viale scrive “toccandola piano”: «Ahimè! Devi avere fumato troppo ieri sera. Ma che cavolate racconti? Ci mancano solo le scie chimiche. Fammi un nome di uno morto per Cannabis. Stai bleffando miseramente su una cosa seria. E poi concludi che l’alcol, aggiungo anche il fumo, sia vietato ai minori. Allora che impedisce che anche la Cannabis sia legale, vietata ai minori, come alcol e tabacco? Mentre oggi è liberamente disponibile dappertutto? Se un giorno tuo figlio si farà le fanne, cercami, ma non chiamare i finanzieri. PS: ma non ti sei mai chiesto quanti accanto a te all’oratorio, a scuola, al lavoro, in politica e nel PD si siano fatti una canna?».

lubatticannabis

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano