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venerdì, 7 Agosto 2020

L’assassino di Stefano Leo libero per un errore giudiziario? Gli ispettori del ministero a Torino

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Il Ministero della Giustizia ha inviato a Torino degli ispettori per fare chiarezza sulla vicenda che vede coinvolto Said Mechaquat, reo confesso dell’omicidio di Stefano Leo.

Infatti Said il giorno del delitto, la mattina del 23 febbraio, doveva essere in carcere, visto che una condanna per maltrattamenti alla sua ex e in famiglia era diventata definitiva.

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Una condanna a 18 mesi mai eseguita, visto che gli atti in Procura non sarebbero mai arrivati. La sentenza a un anno e sei mesi viene pronunciata il 20 giugno 2016: accolte le richieste del pm, Stefano Castellani, di non sospendere la pena in quanto Said aveva altri precedenti.

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La condanna in Corte d’Appello è del 18 aprile 2018 ed è quella che avrebbe dovuto aprire le porte del carcere per il 27enne. Invece, come detto, il 23 febbraio 2019 Said Mechaquat è libero e, come ha raccontato agli investigatori nella sua confessione, di uccidere sul Lungo Po Macchiavelli Stefano Leo.

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