Sul web è un crescendo rossiniano di eventi con proposte artistiche allettanti: “Vuoi esporre a Berlino, a Venezia, a Dubai? Vuoi far conoscere finalmente le tue opere, anche nei ricchi mercati degli emiri, in quei giri giusti dove si guadagna mentre a Torino non vendi una mazza e sei ormai sfiduciato. Guarda che sarai anche presente su un catalogo che tanti faranno la fila per consultarlo“.
Insomma un’occasione giusta da non perdere che mi potrebbe finalmente consentire di guadagnare con la mia arte. Dai, perché non tentare?
Siamo alla vigilia dell’autunno, periodo per antonomasia dedicato agli eventi artistici.
Da mesi sul web si moltiplicano eccezionali e prestigiose proposte artistiche di promotori che, con il loro faccione convinto, spiegano a te, artista “sfigato”, come avere finalmente successo e farti conoscere sul mercato, invece di tenerti le opere a casa e lamentarti. Teatri prestigiosi, eventi spettacolari, il meglio delle location a livello europeo e non solo. Tutto può essere raggiungibile per i tuoi lavori.
Il meccanismo in genere prevede una quota di partecipazione alla selezione che da 150 euro può arrivare a ben oltre 600. Per gran parte dei partecipanti, che spesso a stento leggono il complicato e articolato programma regolamento, con l’effettuazione del bonifico si apre e si chiude il discorso, mentre per gli organizzatori si tratta di un lucroso e poco impegnativo business.
I partecipanti, previo pagamento, possono inoltrare via mail una o più immagini delle opere (niente responsabilità, custodia con magazzini pieni di tele e lavori per gli organizzatori).
In seguito, un accurato e qualificato (?) gruppo di esperti si occuperà delle selezioni. In genere nelle rassegne più pretenziose si inserisce e si pubblicizza, dal comitato degli esperti, qualche nome di richiamo. Insomma si tratta di eventi in cui, spesso, più che puntare su qualità e scoperta di talenti artistici (anche se qualche tenace potrebbe resistere e finire miracolosamente in un expo dopo aver sborsato fior di euro), si tende principalmente a coinvolgere il numero più grande possibile di speranzosi artisti, o presunti tali, per ottenere un buon bottino da una massa di allocchi privi di alcun potere di controllo sul destino delle loro opere, trasmesse con un immagine via mail.
Ottenuta la partecipazione, alcune iniziative più articolate e qualificate propongono legittimamente ulteriori laboratori, workshop ed expo nelle località più prestigiose, come Dubai, Venezia, con ulteriori sostanziose quote di partecipazione, anche di migliaia di euro. Insomma quasi sempre di opere e qualità non si fa cenno. Con qualche rara eccezione la priorità è incassare dando visibilità a personaggi dello spettacolo, docenti e artisti coinvolti in comitati che, più che scientifici, sembrano spesso solo luccicanti specchietti per le allodole.
La partecipazione alla fantasmagorica art week è in genere priva, o con quanto mai vaghi, criteri tematici. Un discorso che rientra nell’obiettivo primario che è quello di ottenere il massimo di adesioni e di redditività, coinvolgendo tutti, anche chi presenta opere inguardabili. Tutto fa brodo quando la priorità è l’obolo d’iscrizione.
Ma cosa vuoi fare. Vuoi perdere una straordinaria occasione per essere famoso e diventare immortale con le tue opere, riuscendo anche a vendere qualcosa?
Il calcolo è presto fatto. Le iniziative diffuse su web e social riescono a coinvolgere anche migliaia di speranzosi allocchi pronti a gettare 150, 200, e anche più di 600 euro per tentare la sorte. Ma se giocando su una roulette sussistono sempre delle probabilità, per quanto basse, di fare il colpaccio, in genere in questi concorsi, illuminati dalla definizione ormai di moda “art week”, la gran parte dei partecipanti evapora dopo il pagamento del bonifico. Tutti possono partecipare e pagare… Il discorso opere, giuria, selezione, percorsi resta fumoso in una vetrina che promette di aprire agli eventi e alle location più prestigiose. Iniziative pubblicizzate in modo accattivante sul web, che, grazie al grande numero di adesioni tra coloro che si lasciano coinvolgere dalle sirene di queste magiche opportunità, si ritrovano un bel gruzzolo per portare avanti le loro mission, finanziata dai tanti illusi che cercano uno spiraglio di visibilità.
Gran parte di queste selezioni non sono un’opportunità per l’arte di base ma solo un modo per spillare soldi. Infatti non si è quasi mai parlato dei protagonisti emergenti da queste “eccezionali” iniziative in piena espansione.
L’arte di base è una magia. Un vulcano di espressività, grandiosa protagonista in particolare delle prime edizioni di quello straordinario evento che è Paratissima a Torino, in cui davvero l’arte di base in libertà si esprime con tantissimi artisti, coinvolgendo un grande pubblico. Purtroppo, tra novità e nuove articolazioni, con il tempo hanno avuto sempre più spazio gallerie e i circuiti professionali rispetto a chi cerca solo uno spazio per esporre.
Chi scrive ha organizzato per anni eventi d’arte di base coinvolgendo a Torino artisti, conosciuti e alle prime armi, presentandoli, curando una efficace locandina contenente una frase e un immagine che esprimesse individualmente l’espressività e l’originalità dell’artista, con un vernissage in musica in cui l’arte restava sempre centrale. Insomma non solo delle tele appese tra un forno e un attaccapanni.
Il fenomeno delle proposte straordinarie per esporre è diventato così invadente che è giusto mettere in guardia tante persone che trovano enormi difficoltà ad esporre le loro opere. Sono tantissimi i talenti artistici che non trovano sbocchi espositivi e che non meritano di essere presi in giro.
“Il talento diventa arte opportunità”. “La tua arte ti porta ovunque e molto altro.. Non perdere l’occasione per esporre la tua arte a fianco del museo più importante del mondo (a Parigi). Ultimi posti|”, “Art exibition.
Art shopping. Iscriviti e sarai protagonista”. Sono alcuni degli slogan lanciati in modo efficace sul web per promuovere queste iniziative.
Una domanda finale. Ma vi immaginate una selezione per musicisti di un orchestra sinfonica cui è possibile partecipare, indipendentemente dal proprio talento, pagando una quota





