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mercoledì, 22 Aprile 2026

Grecia, presentato in Parlamento il bilancio della Troika

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Inizia oggi una settimana cruciale per la Grecia. È arrivato stamani in Parlamento il progetto di bilancio del 2015, presentato dal sottosegretario alle Finanze Christos Staikouras, mentre ovviamente proseguono i lavori con la Troika (Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale). È imminente, anche e quantomai per il bilancio, un nuovo voto di fiducia all’esecutivo, richiesto dal sempre traballante governo ellenico, caratterizzato dalle larghe intese così come dalla precarietà della sua maggioranza. La presentazione del progetto di bilancio costituisce, secondo alcuni, un primo passo verso l’uscita della Grecia dai memorandum, mentre, secondo altri, non solamente si tradurrà in una nuova puntata del mattatoio di lacrime e sangue dell’austerità ma rappresenterà anche la cifra di un rinnovato patto dell’oramai abituale presenza ingombrante della Troika.
Mentre avviene ciò, diversi giornali internazionali, tra cui l’Economist uscito oggi, paventano la possibilità che la Grecia torni alle urne. Rischio di elezioni anticipate come segno della fragilità politica del governo di Atene. L’occasione, scrive l’Economist, potrebbe presentarsi il prossimo 12 febbraio con la possibile mancata elezione del nuovo presidente della Repubblica, che attualmente è Karolos Papoulias. La Nea Dimokratia, il partito di centro-destra al governo di cui è premier Antonis Samaras, e il Pasok, il partito di centro-sinistra del vice premier Evanghelos Venizelos, potrebbe non riuscire a raggiungere i 180 voti necessari per eleggere il nuovo presidente: i due partiti, insieme, possono contare su 154 parlamentari (su un totale di 300), quindi Samaras e Venizelos saranno obbligati a raccogliere altrove quei 26 voti mancanti.
Nel panorama ellenico, oltre alla tristemente famosa notorietà dell’estrema destra targata Alba Dorata, continua a primeggiare nelle tornate elettorali e nei sondaggi il partito Syriza di Alexis Tsipras, che ha raccolto un’ottima percentuale di consenso sia alle elezioni europee che alle amministrative del maggio scorso. Come molti sostengono da tempo, trovando il sostegno dei numeri dei sondaggi, se la Grecia tornasse al voto, alta sarebbe la possibilità di Syriza di raccogliere a man bassa molti di quei voti sedimentati nelle macerie della crisi.

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