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venerdì, 19 Luglio 2024

Gestione autonoma di dighe e invasi in Piemonte, Preioni (Lega): “Passaggio innovativo”

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La gestione delle dighe e dagli invasi passerà dallo Stato alla Regione. Una proposta della Lega che “si inserisce nella legge nazionale e che prevede, appunto, di far andare in scadenza le concessioni delle grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica, e poi trasferire la loro gestione a Torino”.

Il disegno di legge della Giunta regionale verrà votato nei prossimi giorni in Commissione e, salvo proroga dei termini da parte del Governo, sarà poi approvato dall’aula entro la fine del mese di marzo.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione – commenta il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioniper quanto illustrato in videoconferenza nelle Commissioni Terza e Quinta. Si tratta infatti di assegnare 67 concessioni idroelettriche che vanno in scadenza, attraverso l’indizione di bandi pubblici”.

“Un passaggio innovativo, quello delle infrastrutture dal Demanio alla Regione – spiega Preioni – per il quale stiamo lavorando da settimane e che comporterà, una volta ottenuto, notevoli benefici in termini di ricadute economiche e ambientali per tutti i territori piemontesi. Basti pensare al Vco, le cui montagne hanno la fortuna e l’incombenza di avere al loro interno proprio dighe e invasi, per comprendere la portata di un provvedimento che potrebbe portare alla Regione Piemonte un introito annuo di un centinaio di milioni. Prosegue l’impegno della Lega e dell’assessore Marnati – sottolinea Preioni – verso quella che a tutti gli effetti può essere considerata la prima forma di autonomia regionale in ambito energetico e di sviluppo di energia rinnovabile. Si tratta di un programma orientato in modo da ottenere miglioramenti nell’ambito della produzione di energia rinnovabile, della riqualificazione ambientale dei bacini a valle degli invasi, degli interventi di compensazione a beneficio dei territori interessati. Auspico dunque – conclude Preioni – il pieno appoggio da parte delle minoranze”.

 

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