«C’è il massimo interesse dell’amministrazione comunale allo sviluppo della mobilità elettrica, da tempo stiamo lavorando in questa direzione e Torino si candida a essere sede per lo sviluppo della mobilità elettrica di Iren».
È la frase con cui la sindaca di Torino, Chiara Appendino è intervenuta alla presentazione di IrenGo, la nuova linea di business dedicata all’e-mobility. Non soddisfatta di questa sua verbale discesa in campo, ha aggiunto: «Sono in arrivo i mezzi elettrici di Smat e Gtt Torino è una città che subisce molto l’inquinamento e per questo è pronta a cogliere la sfida». Certamente non come da mesi ha colto la sfida di Gtt, del suo bilancio e rilancio, di cui non si sa più nulla.
E i primi ad accorgersene sono stati proprio dipendenti Gtt e sindacati che hanno inviato una lettera alla sindaca per sollecitarla a ridare concretezza alle parole, perché il tempo, in questo caso, non lavora certo a favore di nessuno, tantomeno di chi è alle prese con una montagna di debiti.
Semmai c’è da domandarsi se tutta questa elettricità Torino forse non debba usarla per un sano elettroshock, per ritrovare vitalità, energia, e per poter dire alla prima cittadina, con musiche e parole dei Matia Bazar, “elettroshock per quello che non farai, elettroshock perché non impari mai…”.
Elettroshock





