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giovedì, 30 Maggio 2024

Elettrodomestici e apparecchiature elettroniche, che cosa fare quando non servono più?

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
Dove butto il frigorifero rotto? Che ne faccio del frullatore che non uso più? Sono domande che almeno una volta nella vita è capitato di farsi. Le nostre case sono piene di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche, che quando smettono di funzionare, o non servono più, non sappiamo dove mettere.
Prima cosa da fare è sicuramente chiedersi se possono essere aggiustati o recuperati in altro modo. Per quanto la vendita al dettaglio sconsigli la riparazione e spinga per un nuovo acquisto, vale sicuramente la pena provarci, se non altro per salvaguardare il portafoglio e l’ambiente. C’è sempre qualcuno di più abile nel riparare le cose, basta scovarlo, e la rete aiuta anche in questo.
Se proprio l’oggetto ha terminato il suo ciclo di vita, non va mai buttato nella spazzatura indifferenziata, o peggio ancora abbandonato nell’ambiente. Possibilmente neanche in cantina o nel solaio. Va portato nelle isole ecologiche, o eco centri, apposite strutture, allestite dagli Enti Locali, per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti che non finiscono nella spazzatura di casa. Il materiale raccolto nei centri viene smistato e riciclato, se possibile, o trattato in modo che le sostanze inquinanti non si disperdano nell’ambiente.
Quando si acquista un nuovo elettrodomestico in sostituzione ad un altro, ricordarsi di consegnare il vecchio al negoziante. Dal giugno 2010 i rivenditori sono costretti per legge a ritirarlo, a fronte di un acquisto equivalente. Il nuovo decreto legislativo 49/2014 dell’aprile 2014 stabilisce inoltre, per i negozi con superficie di vendita superiore a 400 mq, l’obbligo di ritiro gratuito senza pari acquisto, delle apparecchiature di piccolissime dimensioni, inferiori cioè a25 cm.
I rifiuti ingombranti, come lavatrici o frigoriferiche capita spesso di vedere nei cigli delle strade, vengono ritirati a domicilio nella maggior parte dei Comuni, basta richiederlo agli uffici comunali preposti.
E’ importante sapere che i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE, se non vengono smaltiti nel modo corretto diventano un pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Basta pensare per esempio alla dispersione dei gas altamente inquinanti contenuti nei frigoriferi, senza contare poi che dai rifiuti stessi si ricava materia prima riutilizzabile, come il ferro, la plastica e il rame sempre nel caso dei refrigeratori. Hanno quindi un alto valore economico, anche se considerati rifiuti.
Queste poche ma fondamentali regole sono state diffuse dall’Ecodom,il Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, in vista dell’iniziativa promossa da LegambientePuliamo il Mondo”, la cui XXII edizione si svolgerà dal 26 al 28 settembre 2014. Il presidente del Consorzio Mauro Cola, nel rinnovare il suo sostegno alla manifestazione dichiara «Con questa collaborazione, attiva ormai da diversi anni, Ecodom e Legambiente intendono spronare i cittadini ad adottare un comportamento sostenibile per l’ambiente. Ogni apparecchiatura elettrica ed elettronica è una “miniera” di materie prime che possono essere riciclate, ovvero re-inserite nei cicli produttivi di nuovi oggetti, utilizzando una quantità di energia molto inferiore a quella necessaria per estrarre le stesse materie prime dalle miniere».

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