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giovedì, 28 Maggio 2020

Economia circolare con Torino Living Lab e AxTo

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

Sempre più spesso si sente affermare che lo sviluppo deve essere “sostenibile”. L’economia circolare è componente essenziale di uno sviluppo sostenibile. Anzi, per arrivare davvero alla sostenibilità, l’economia circolare deve progressivamente sostituirsi all’attuale economia lineare, soppiantandola. E alla base dell’economia circolare ci sono le azioni che iniziano per “R”: Recupero, Riuso, Riciclo.

A Torino sono in corso di attuazione tre progetti di economia circolare nell’ambito del Piano Periferie AxTO, supportati da Torino Living Lab, soggetto della Città di Torino che si occupa di “promuovere, sviluppare e testare nuove soluzioni innovative in un contesto reale”, ovvero di coinvolgere cittadini, imprese e pubblica amministrazione nella sperimentazione di idee e tecnologie in spazi urbani individuati in modo specifico, per valutarne i possibili impatti positivi sulla qualità della vita. Il primo progetto è stato realizzato nel 2016 in Borgo Campidoglio, con piazza Risorgimento trasformata in spazio “smart” per la sperimentazione di nuove soluzioni urbane, dal wifi diffuso alla purificazione dell’aria.

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Oggi sono in fase di attuazione tre delle sei sperimentazioni di economia circolare e collaborativa finanziate dalla Città di Torino nell’ambito del Progetto AxTO (misura 3.02). I beneficiari, selezionati con apposito bando, hanno a disposizione un contributo a fondo perduto “per sperimentare le proprie soluzioni nelle aree individuate, per valutarne il potenziale accesso e sostenibilità sul mercato e verificare le ricadute positive generate sul territorio e sui cittadini-utenti”.

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Vediamo brevemente i tre progetti nel dettaglio.

Beautiful Precious Plastic – Sperimentazione presentata da Izmade, si propone di sviluppare nuovi elementi di arredo riciclando rifiuti in plastica grazie all’utilizzo di apparecchiature open source. L’idea è quella di creare oggetti utili e funzionali, dal design piacevole, sfruttando l’esperienza, il saper fare e le macchine messe a disposizione da  Precious Plastic, rete internazionale specializzata nella lavorazione di plastiche di riciclo che diventano vere e proprie “materie prime seconde”, riacquistando nuova vita. Il progetto è attivo in Barriera di Milano, dove la raccolta della plastica avviene nelle due case del quartiere: Bagni pubblici di via Agliè e Via Baltea / Laboratori di Barriera. Le macchine saranno messe a disposizione presso l’officina Izlab Maker Space.

Urbanaquafarm – Il progetto proposto da Carlo Prelli Service si inserisce nel quadro del sistema “Orti Urbani Torino” e propone un «sistema collaborativo di produzione e di consumo di prodotti vegetali basato su tecniche di coltura in “idroponica”». La finalità è «dimostrare la realizzabilità di sistemi condivisi a servizio del cittadino e la sostenibilità in ambito urbano delle coltivazioni “BIO”». La sperimentazione è prevista nell’area degli “Orti urbani” nel Parco dei Laghetti della Falchera. Si proverà a mettere in atto delle “pratiche di orticoltura circolare, con la convinzione che l’utilizzo di risorse primarie e la riduzione degli sprechi siano componenti fondamentali del progresso”. Coltura e cultura procederanno parallele, dal momento che a margine delle attività di coltivazione sono previsti momenti di divulgazione e didattica che vedranno coinvolto l’intero sistema cittadino di “Orti Urbani” della città, con corsi di formazione sul sistema “Idroponica”, seminari di formazione, visite guidate per studenti e gruppi di cittadini, in collaborazione col Comitato Sviluppo Falchera.

Edilizia Circolare – Il progetto proposto da Emmegi ha l’obiettivo di “applicare il concetto di riuso e riciclo nell’ambito delle costruzioni”. Una nuova visione dell’edilizia improntata a criteri di sostenibilità, con la “riconversione di risorse materiali, intellettuali e manuali verso progetti di architettura e design alternativi”. Si parte dalla “costituzione di un team di professionisti del riuso, composto da architetti, designer, imprese e artigiani” per poi arrivare alla “fase di individuazione e raccolta di materiali potenzialmente riutilizzabili che verranno donati da cittadini, aziende ed artigiani del luogo, per essere poi trasformati e riprendere vita in nuovi arredi e finiture”. Oggetto dell’intervento è un locale situato in via Montevideo 41, affidato in concessione dalla Città alla Cooperativa Sociale Paradigma, che ospiterà una caffetteria per i soci e nuovi laboratori. Al progetto contribuiranno anche Associazione Tablò, Casa nel Parco e Bene Comune. Durante tutta la fase di realizzazione, è previsto il coinvolgimento dei cittadini dei quartieri Lingotto e Mirafiori Sud, sia professionisti del settore, sia semplici appassionati del “fai da te”, in un’ottica di coinvolgimento e collaborazione che è parte integrante del progetto, il quale a sua volta si propone “la visione di un’edilizia più sostenibile, attenta agli sprechi e improntata alla valorizzazione dell’esistente”. Per questo si prevede anche il riutilizzo “di materiali/oggetti in disuso donati prevenendone il conferimento in discarica” in modo da “minimizzare la produzione di rifiuti provenienti dal cantiere stesso”.

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